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Una spada medievale dalle acque antistanti l'isola di Martignano (Ud):un caso studio per la ricerca archeologica subacquea
Testo del comunicato
Tesi di Laurea di Alessandra Milocco
Università degli Studi di Udine
Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali
Anno Accademico 2011-2012
Torna a far parlare di sé la spada medievale ritrovata, nel gennaio dello scorso anno, da due pescatori, nelle acque antistanti l’isola di Martignano, e lo fa attraverso una tesi di laurea in Conservazione dei Beni Culturali.
Autrice, Alessandra Milocco, figlia e nipote degli scopritori, relatore Massimo Capulli, docente dell’Università degli Studi di Udine e incaricato dalla Soprintendenza dello studio del reperto.
La spada, come racconta Alessandra Milocco, o meglio la concrezione che la celava, fu conservata, nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento, nella sua abitazione e poi consegnata alla Soprintendenza. Naturale per lei, laureanda in Archeologia e che già aveva avuto modo di apprendere le tecniche proprie della ricerca archeologica subacquea durante gli scavi del progetto ANAXUM, porsi delle domande sull’epoca del reperto e dare il via ad un percorso che, attraverso l’approfondimento delle vicende storiche ad esso legate ed una più ampia conoscenza del territorio, l’ha condotta ad elaborare una tesi di laurea sulla spada di Marano.
Sebbene la tesi tratti principalmente del reperto concrezionato, lo scopo è stato quello di descrivere e definire alcune delle metodologie della ricerca archeologica subacquea, utilizzando, come esempio, la ricerca condotta nell'area del fortuito ritrovamento dall'equipe del Laboratorio di Archeologia delle Acque dell'Università di Udine.
La prima parte, quindi, è stata focalizzata sull’occasione e sulle modalità del ritrovamento, con una descrizione del primo trattamento conservativo effettuato sul manufatto e della consegna alle autorità competenti. Uno spazio è stato dedicato alla descrizione storico-geografica del luogo, al fine di comprendere meglio sia le frequentazioni nell’area in questione durante l’epoca cui risale il reperto, sia le possibili problematiche legate al lavoro subacqueo in tale ambiente ed alle operazioni ricognitive subacquee, fondamentali per comprendere il ritrovamento.
La seconda parte tratta lo studio della spada, con particolare attenzione rivolta al restauro, condotto da Daniele Pasini nel laboratorio del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, all’analisi parziale della concrezione e allo studio morfologico del reperto.
Università degli Studi di Udine
Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali
Anno Accademico 2011-2012
Torna a far parlare di sé la spada medievale ritrovata, nel gennaio dello scorso anno, da due pescatori, nelle acque antistanti l’isola di Martignano, e lo fa attraverso una tesi di laurea in Conservazione dei Beni Culturali.
Autrice, Alessandra Milocco, figlia e nipote degli scopritori, relatore Massimo Capulli, docente dell’Università degli Studi di Udine e incaricato dalla Soprintendenza dello studio del reperto.
La spada, come racconta Alessandra Milocco, o meglio la concrezione che la celava, fu conservata, nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento, nella sua abitazione e poi consegnata alla Soprintendenza. Naturale per lei, laureanda in Archeologia e che già aveva avuto modo di apprendere le tecniche proprie della ricerca archeologica subacquea durante gli scavi del progetto ANAXUM, porsi delle domande sull’epoca del reperto e dare il via ad un percorso che, attraverso l’approfondimento delle vicende storiche ad esso legate ed una più ampia conoscenza del territorio, l’ha condotta ad elaborare una tesi di laurea sulla spada di Marano.
Sebbene la tesi tratti principalmente del reperto concrezionato, lo scopo è stato quello di descrivere e definire alcune delle metodologie della ricerca archeologica subacquea, utilizzando, come esempio, la ricerca condotta nell'area del fortuito ritrovamento dall'equipe del Laboratorio di Archeologia delle Acque dell'Università di Udine.
La prima parte, quindi, è stata focalizzata sull’occasione e sulle modalità del ritrovamento, con una descrizione del primo trattamento conservativo effettuato sul manufatto e della consegna alle autorità competenti. Uno spazio è stato dedicato alla descrizione storico-geografica del luogo, al fine di comprendere meglio sia le frequentazioni nell’area in questione durante l’epoca cui risale il reperto, sia le possibili problematiche legate al lavoro subacqueo in tale ambiente ed alle operazioni ricognitive subacquee, fondamentali per comprendere il ritrovamento.
La seconda parte tratta lo studio della spada, con particolare attenzione rivolta al restauro, condotto da Daniele Pasini nel laboratorio del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, all’analisi parziale della concrezione e allo studio morfologico del reperto.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:29 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:29