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Sgarbi: "immagino un Ministero del Tesoro dei Beni Culturali"
Testo del comunicato
"In questi due anni, pazientemente, Bondi ha cercato di affrontare nodi difficili per l'amministrazione dei musei, per i finanziamenti agli enti lirici, fino allo scontro con Tremonti per potere entrare nel merito dei tagli agli istituti culturali. E' stata una scelta coraggiosa e non abbastanza apprezzata; ma mi ha consentito di immaginare uno nuovo ministero nato dalla fusione di Economia e Cultura: il ministero del Tesoro dei Beni culturali".
Lo dice il critico d'arte nonche' sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, in un intervento pubblicato da Il Giornale. Sgarbi afferma che il decisionismo di Bondi "ha consentito di limitare il danno e di lasciare inalterato il contributo pubblico per l'anno in corso", aggiungendo: "Io che sono stato sempre intransigente con i ministri dei Beni culturali devo riconoscere, benche' spesso inascoltato, le buone intenzioni e le difficolta' di Bondi che e' stato chiamato a pagare la sua fedelta' a Berlusconi".
E in merito al passato politico del ministro chiosa: "La sua conversione non e' un fatto episodico e incomprensibile: e', a sua volta, una questione culturale che ha riguardato altre personalita', transitate dalla sinistra verso una difficile, e forse improbabile in Italia, rivoluzione liberale.
Penso a Lucio Colletti, a Giuliano Ferrara, a Saverio Vertone, a Ferdinando Adornato, a Piero Melograni". In conclusione Sgarbi segnala a Bondi "la necessita' di salvare l'operato di alcuni comitati nazionali che hanno prodotto ottimi risultati", aggiungendo che "sarebbe un grave errore non celebrare il naturale fondatore del ministero dei Beni culturali, l'architetto e scrittore Giorgio Vasari", ovvero colui che "e' per la storia dell'arte quello che Cavour e' per la storia d'Italia".
fonte dati: AGI
Lo dice il critico d'arte nonche' sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, in un intervento pubblicato da Il Giornale. Sgarbi afferma che il decisionismo di Bondi "ha consentito di limitare il danno e di lasciare inalterato il contributo pubblico per l'anno in corso", aggiungendo: "Io che sono stato sempre intransigente con i ministri dei Beni culturali devo riconoscere, benche' spesso inascoltato, le buone intenzioni e le difficolta' di Bondi che e' stato chiamato a pagare la sua fedelta' a Berlusconi".
E in merito al passato politico del ministro chiosa: "La sua conversione non e' un fatto episodico e incomprensibile: e', a sua volta, una questione culturale che ha riguardato altre personalita', transitate dalla sinistra verso una difficile, e forse improbabile in Italia, rivoluzione liberale.
Penso a Lucio Colletti, a Giuliano Ferrara, a Saverio Vertone, a Ferdinando Adornato, a Piero Melograni". In conclusione Sgarbi segnala a Bondi "la necessita' di salvare l'operato di alcuni comitati nazionali che hanno prodotto ottimi risultati", aggiungendo che "sarebbe un grave errore non celebrare il naturale fondatore del ministero dei Beni culturali, l'architetto e scrittore Giorgio Vasari", ovvero colui che "e' per la storia dell'arte quello che Cavour e' per la storia d'Italia".
fonte dati: AGI
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:14 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:14