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Roma: apertura eccezionale dei fori imperiali con visite guidate
Testo del comunicato
Quattro visite – 12, 13, 26, 27 giugno 2010 – al monumentale patrimonio archeologico della città
Con l’apertura straordinaria dei Fori Imperiali esordisce nel mese di giugno un programma di visite guidate all’incomparabile tesoro archeologico della città. Il percorso previsto si snoda nella storia romana a partire dal 54 a.C con il Foro di Cesare - primo dei Fori Imperiali, uno dei maggiori complessi architettonici dell’epoca legato indissolubilmente al nome di Cesare e a quello della famiglia Iulia - il Foro della Pace, fatto costruire dall’imperatore Vespasiano, santuario e luogo di studio, il Foro di Nerva (con funzione di passaggio e di comunicazione tra i precedenti fori) ed il Foro di Traiano, ultimo dei Fori Imperiali, inaugurato nel 112 d.C., per la sua grandiosità considerato dai romani come una delle “meraviglie” del mondo.
Si tratta di visite dedicate a gruppi di massimo 25 persone accompagnati da guide, con prenotazione obbligatoria allo 060608.
L’ingresso al pubblico è dal Foro di Traiano, Piazza Madonna di Loreto, davanti al cancello a lato della Colonna:
12 giugno ore 17.00
13 giugno ore 10.00
26 giugno ore 17.00
27 giugno ore 10.00
Biglietto € 8.00
Il Foro di Cesare
Un duplice intento, urbanistico e propagandistico, spinse Giulio Cesare a programmare la costruzione del primo dei Fori Imperiali, che rimarrà legato al suo nome e finirà per costituire il modello a cui si adegueranno gli altri Fori. La necessità di rinnovare le strutture amministrative e giudiziarie del vecchio Foro Romano e di adeguarle alla nuova dimensione della città fu il pretesto che Giulio Cesare utilizzò per portare a termine una brillante iniziativa di auto-rappresentazione, realizzando uno dei maggiori complessi architettonici dell’epoca e legandolo indissolubilmente al suo nome e a quello della sua famiglia: la famiglia Iulia. Costruito a partire dal 54 a.C., con l’acquisto e l’esproprio di una serie di terreni e costruzioni, il monumento venne completato solo dopo la morte del dittatore, ad opera dell’imperatore Augusto. Si trattava di una piazza rettangolare fiancheggiata da portici colonnati a due navate, dietro cui si aprivano una serie di ambienti ufficiali. Il lato corto settentrionale era occupato da un grande tempio, dedicato a Venere Genitrice, mitica progenitrice della famiglia di Cesare, dalla quale il dittatore discendeva.
È probabile che nel progetto originale di Cesare fosse compresa anche la costruzione di una nuova Curia, strettamente integrata con il suo foro e anch’essa destinata a rimanere legata al suo nome e a quello della sua famiglia. Il monumento subì un importante restauro ad opera dell’imperatore Traiano (inizio II sec. d.C.) e, successivamente, di Diocleziano e di Massenzio (fine III – inizio IV sec. d.C) che, pur mantenendone invariato lo schema di base, ne modificarono sostanzialmente l’aspetto.
Il Foro della Pace
Collegato sia urbanisticamente che architettonicamente al complesso dei Fori Imperiali, il Foro della Pace o Templum Pacis, fatto costruire dall’imperatore Vespasiano dopo la vittoriosa repressione della rivolta giudaica, e inaugurato nel 75 d.C., era costituito anch’esso da una grande piazza monumentale porticata, conclusa sul fondo da un’aula di culto dedicata alla Pace, ottenuta a seguito delle guerre condotte da Vespasiano. Questa piazza, ornata sul lato settentrionale da una fila di colossali colonne in marmo africano, era occupata al centro da sei lunghi canali ornamentali, muniti di giochi d’acqua.
Da alcuni autori antichi sappiamo che nel complesso monumentale doveva esistere una biblioteca (la bibliotheca Pacis), che trovava probabilmente posto negli ambienti collocati ai lati dell’aula di culto, uno dei quali recava affissa la pianta marmorea di Roma, la celebre Forma Urbis Severiana, sulla parete che oggi costituisce la facciata della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano. A corredo della biblioteca doveva poi esistere una ricca collezione di opere di scultori e pittori greci distribuite all’interno del monumento.
Il Foro costruito da Vespasiano era profondamente diverso dai precedenti, sia nell’aspetto che nelle funzioni poiché mentre quelli erano luoghi dove si svolgeva una intensa attività di amministrazione della giustizia, nel Foro della Pace ciò non è documentato; il complesso vespasianeo era infatti un santuario e insieme un luogo di studio oltre che un museo pubblico, secondo un ideale di diffusione della cultura caratteristico dell’epoca.
Il Foro di Nerva
Dopo la costruzione del Templum Pacis, ultimato nel 75 d.C., rimaneva un ampio spazio rettangolare tra questo e i precedenti complessi realizzati da Augusto e Cesare. L’area fu trasformata in una piazza forense mediante l’inserimento di un tempio dedicato a Minerva al centro del lato corto orientale e l’applicazione di un colonnato aggettante dalla parete perché lo spazio disponibile era troppo stretto e allungato per permettere la costruzione di normali portici. Due delle colonne aggettanti dalla parete sono tuttora visibili e sono tradizionalmente note come “Colonnacce”. Sopra di esse poggia una trabeazione dal fregio riccamente decorato, con scene di lavori femminili (Minerva è notoriamente la protettrice dell’artigianato) nelle quali si deve forse riconoscere il mito di Aracne; questa è sormontata, infine, da uno slanciato attico.
Il Foro di Traiano
Negli anni compresi tra il 95 e il 105 d.C., fu avviato un grande intervento di trasformazione dell’assetto orografico della valle dei Fori, nella quale non vi era più spazio disponibile per realizzare nuove costruzioni, tramite l’asportazione del declivio del Quirinale. L’area così ricavata fu occupata, a partire dal 105, dal cantiere costruttivo dell’ultimo dei Fori Imperiali, il Foro di Traiano che fu inaugurato dallo stesso imperatore nel 112 d.C. e che per la sua grandiosità fu sempre considerato dai romani alla stregua di una delle “meraviglie” del mondo.
La costruzione del Foro di Traiano fu probabilmente motivata, oltre che da intenti celebrativi, dalla necessità di un massiccio ampliamento degli spazi disponibili per l’amministrazione della giustizia che dal Foro Romano si era spostata in buona parte, alla fine della repubblica, in quello di Cesare e poi, principalmente, in quello di Augusto. Il complesso consisteva in una grande piazza rettangolare, nella quale sorgeva la statua equestre colossale dell’imperatore (Equus Traiani), fiancheggiata da profondi portici con emicicli sui due lati lunghi, chiusa a sud da un gigantesco colonnato di marmi colorati e a nord dal maestoso prospetto della Basilica Ulpia a ridosso della quale si trovavano le due biblioteche, con al centro la Colonna Istoriata e, secondo la collocazione tradizionale, il Tempio del Divo Traiano.
Il Foro fu realizzato per celebrare la vittoria sul popolo dei Daci, sconfitti in due successive durissime campagne militari (101-102, 105-106 d.C.), la cui nazione fu trasfomata nella nuova provincia della Dacia e ai quali fu sottratta una preda bellica tale da finanziare largamente l’impresa edilizia. I recenti scavi hanno permesso di completare la planimetria del monumento, che era ancora in larga parte coperto dai giardini di Via dei Fori Imperiali, dalla quale risulta evidente che, al contrario dei quattro Fori precedenti, in quello di Traiano non fu inserito l’ edificio templare al centro di uno dei lati corti della piazza.
In realtà, nonostante le numerose ipotesi avanzate dagli studiosi, non conosciamo affatto il motivo di questa scelta architettonica; sappiamo invece con certezza che al posto dell’edificio di culto fu inserita una basilica (la Basilica Ulpia) che prendeva il nome dall’imperatore (Marco Ulpio Nerva Traiano) e dalla sua famiglia e che costituiva, appunto, il lato settentrionale della piazza.
fonte dati:
Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura
0682077305 – 393482696259
Con l’apertura straordinaria dei Fori Imperiali esordisce nel mese di giugno un programma di visite guidate all’incomparabile tesoro archeologico della città. Il percorso previsto si snoda nella storia romana a partire dal 54 a.C con il Foro di Cesare - primo dei Fori Imperiali, uno dei maggiori complessi architettonici dell’epoca legato indissolubilmente al nome di Cesare e a quello della famiglia Iulia - il Foro della Pace, fatto costruire dall’imperatore Vespasiano, santuario e luogo di studio, il Foro di Nerva (con funzione di passaggio e di comunicazione tra i precedenti fori) ed il Foro di Traiano, ultimo dei Fori Imperiali, inaugurato nel 112 d.C., per la sua grandiosità considerato dai romani come una delle “meraviglie” del mondo.
Si tratta di visite dedicate a gruppi di massimo 25 persone accompagnati da guide, con prenotazione obbligatoria allo 060608.
L’ingresso al pubblico è dal Foro di Traiano, Piazza Madonna di Loreto, davanti al cancello a lato della Colonna:
12 giugno ore 17.00
13 giugno ore 10.00
26 giugno ore 17.00
27 giugno ore 10.00
Biglietto € 8.00
Il Foro di Cesare
Un duplice intento, urbanistico e propagandistico, spinse Giulio Cesare a programmare la costruzione del primo dei Fori Imperiali, che rimarrà legato al suo nome e finirà per costituire il modello a cui si adegueranno gli altri Fori. La necessità di rinnovare le strutture amministrative e giudiziarie del vecchio Foro Romano e di adeguarle alla nuova dimensione della città fu il pretesto che Giulio Cesare utilizzò per portare a termine una brillante iniziativa di auto-rappresentazione, realizzando uno dei maggiori complessi architettonici dell’epoca e legandolo indissolubilmente al suo nome e a quello della sua famiglia: la famiglia Iulia. Costruito a partire dal 54 a.C., con l’acquisto e l’esproprio di una serie di terreni e costruzioni, il monumento venne completato solo dopo la morte del dittatore, ad opera dell’imperatore Augusto. Si trattava di una piazza rettangolare fiancheggiata da portici colonnati a due navate, dietro cui si aprivano una serie di ambienti ufficiali. Il lato corto settentrionale era occupato da un grande tempio, dedicato a Venere Genitrice, mitica progenitrice della famiglia di Cesare, dalla quale il dittatore discendeva.
È probabile che nel progetto originale di Cesare fosse compresa anche la costruzione di una nuova Curia, strettamente integrata con il suo foro e anch’essa destinata a rimanere legata al suo nome e a quello della sua famiglia. Il monumento subì un importante restauro ad opera dell’imperatore Traiano (inizio II sec. d.C.) e, successivamente, di Diocleziano e di Massenzio (fine III – inizio IV sec. d.C) che, pur mantenendone invariato lo schema di base, ne modificarono sostanzialmente l’aspetto.
Il Foro della Pace
Collegato sia urbanisticamente che architettonicamente al complesso dei Fori Imperiali, il Foro della Pace o Templum Pacis, fatto costruire dall’imperatore Vespasiano dopo la vittoriosa repressione della rivolta giudaica, e inaugurato nel 75 d.C., era costituito anch’esso da una grande piazza monumentale porticata, conclusa sul fondo da un’aula di culto dedicata alla Pace, ottenuta a seguito delle guerre condotte da Vespasiano. Questa piazza, ornata sul lato settentrionale da una fila di colossali colonne in marmo africano, era occupata al centro da sei lunghi canali ornamentali, muniti di giochi d’acqua.
Da alcuni autori antichi sappiamo che nel complesso monumentale doveva esistere una biblioteca (la bibliotheca Pacis), che trovava probabilmente posto negli ambienti collocati ai lati dell’aula di culto, uno dei quali recava affissa la pianta marmorea di Roma, la celebre Forma Urbis Severiana, sulla parete che oggi costituisce la facciata della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano. A corredo della biblioteca doveva poi esistere una ricca collezione di opere di scultori e pittori greci distribuite all’interno del monumento.
Il Foro costruito da Vespasiano era profondamente diverso dai precedenti, sia nell’aspetto che nelle funzioni poiché mentre quelli erano luoghi dove si svolgeva una intensa attività di amministrazione della giustizia, nel Foro della Pace ciò non è documentato; il complesso vespasianeo era infatti un santuario e insieme un luogo di studio oltre che un museo pubblico, secondo un ideale di diffusione della cultura caratteristico dell’epoca.
Il Foro di Nerva
Dopo la costruzione del Templum Pacis, ultimato nel 75 d.C., rimaneva un ampio spazio rettangolare tra questo e i precedenti complessi realizzati da Augusto e Cesare. L’area fu trasformata in una piazza forense mediante l’inserimento di un tempio dedicato a Minerva al centro del lato corto orientale e l’applicazione di un colonnato aggettante dalla parete perché lo spazio disponibile era troppo stretto e allungato per permettere la costruzione di normali portici. Due delle colonne aggettanti dalla parete sono tuttora visibili e sono tradizionalmente note come “Colonnacce”. Sopra di esse poggia una trabeazione dal fregio riccamente decorato, con scene di lavori femminili (Minerva è notoriamente la protettrice dell’artigianato) nelle quali si deve forse riconoscere il mito di Aracne; questa è sormontata, infine, da uno slanciato attico.
Il Foro di Traiano
Negli anni compresi tra il 95 e il 105 d.C., fu avviato un grande intervento di trasformazione dell’assetto orografico della valle dei Fori, nella quale non vi era più spazio disponibile per realizzare nuove costruzioni, tramite l’asportazione del declivio del Quirinale. L’area così ricavata fu occupata, a partire dal 105, dal cantiere costruttivo dell’ultimo dei Fori Imperiali, il Foro di Traiano che fu inaugurato dallo stesso imperatore nel 112 d.C. e che per la sua grandiosità fu sempre considerato dai romani alla stregua di una delle “meraviglie” del mondo.
La costruzione del Foro di Traiano fu probabilmente motivata, oltre che da intenti celebrativi, dalla necessità di un massiccio ampliamento degli spazi disponibili per l’amministrazione della giustizia che dal Foro Romano si era spostata in buona parte, alla fine della repubblica, in quello di Cesare e poi, principalmente, in quello di Augusto. Il complesso consisteva in una grande piazza rettangolare, nella quale sorgeva la statua equestre colossale dell’imperatore (Equus Traiani), fiancheggiata da profondi portici con emicicli sui due lati lunghi, chiusa a sud da un gigantesco colonnato di marmi colorati e a nord dal maestoso prospetto della Basilica Ulpia a ridosso della quale si trovavano le due biblioteche, con al centro la Colonna Istoriata e, secondo la collocazione tradizionale, il Tempio del Divo Traiano.
Il Foro fu realizzato per celebrare la vittoria sul popolo dei Daci, sconfitti in due successive durissime campagne militari (101-102, 105-106 d.C.), la cui nazione fu trasfomata nella nuova provincia della Dacia e ai quali fu sottratta una preda bellica tale da finanziare largamente l’impresa edilizia. I recenti scavi hanno permesso di completare la planimetria del monumento, che era ancora in larga parte coperto dai giardini di Via dei Fori Imperiali, dalla quale risulta evidente che, al contrario dei quattro Fori precedenti, in quello di Traiano non fu inserito l’ edificio templare al centro di uno dei lati corti della piazza.
In realtà, nonostante le numerose ipotesi avanzate dagli studiosi, non conosciamo affatto il motivo di questa scelta architettonica; sappiamo invece con certezza che al posto dell’edificio di culto fu inserita una basilica (la Basilica Ulpia) che prendeva il nome dall’imperatore (Marco Ulpio Nerva Traiano) e dalla sua famiglia e che costituiva, appunto, il lato settentrionale della piazza.
fonte dati:
Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura
0682077305 – 393482696259
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:13 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:13