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Risposta scritta all'interrogazione n. 4-09096 del dep. Arturo Scotto. Napoli. Parco di Capodimonte. Dissesto muro di contenimento.
Testo del comunicato
Nell’atto ispettivo n. 4-09096, l’Onorevole interrogante, con riferimento al dissesto del muro di contenimento del Parco di Capodimonte, nella parte di via Miano immediatamente adiacente all’incrocio denominato «regresso di Capodimonte», provocato “dall’azione di erosione che le forti acque di pioggia hanno esercitato sui terreni circostanti” e al conseguente grave pregiudizio che tale dissesto arreca alla mobilità della zona, chiede di conoscere quali iniziative si intenda porre in essere per rimediare a tale situazione, che causa gravi disagi alla cittadinanza. Il Segretariato regionale per la Campania ha riferito che l’evento richiamato dall’Interrogante è consistito in uno smottamento, avvenuto il 13 febbraio 2015, che ha interessato il versante della collina di Capodimonte prospiciente su Via Miano — tratto Via Colli Aminei — arrecando danni al solo corpo di fabbrica della centrale termica del Museo di Capodimonte; il danneggiamento era quello tipico del dilavamento del terreno, dovuto a perdite idriche, di cui però non è stato possibile stabilire con certezza durata ed entità. Si tratta di un’area che è pertinenza del Museo di Capodimonte, struttura museale già appartenente alla ex Soprintendenza speciale per il Polo museale di Napoli e la Reggia di Caserta ed ora dotata di autonomia speciale ed elevata a ufficio di livello dirigenziale generale dall’articolo 30, comma 3, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 agosto 2014, n. 171 (Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo). Nelle more della nomina dei dirigenti e degli organi di gestione del nuovo organismo museale, l’amministrazione del Museo e del Parco di Capodimonte è stata curata dal Segretariato regionale che ha relazionato quanto segue. Per la messa in sicurezza dell'area si è in primo luogo cercato di determinare l'entità del danno negli strati sottostanti, dal momento che il dissesto poteva estendersi fino alla creazione di cavità nel sottosuolo, anche se, vista la morfologia del sito, tale eventualità era apparsa poco probabile. A seguito del dissesto, gli uffici della Protezione civile del comune di Napoli e del Comando provinciale dei Vigili del fuoco hanno provveduto alla chiusura del tratto di strada interessato dall'evento franoso, vietando l'accesso sia agli automezzi che alle persone; tale situazione ha provocato notevole disagio per la cittadinanza, in quanto ha determinato la completa chiusura della principale strada di collegamento tra il centro città e l'area dei Colli Aminei e il quartiere Miano, due zone molto popolose della città di Napoli. Su richiesta dell'ex Soprintendenza speciale per il Polo museale di Napoli e la Reggia di Caserta, è stata attivata l'impresa Lande S.r.l., già presente sui luoghi in quanto affidataria della manutenzione del verde del Parco di Capodimonte. L'impresa ha effettuato le prime operazioni di transennamento dell'area del Parco interessata dal franamento, ha inoltre provveduto a posare in opera le tirantature provvisionali in acciaio che hanno connesso il fabbricato in cedimento, posto sulla sommità del crinale, al retrostante corpo di fabbrica. Successivamente la medesima impresa ha effettuato i primi interventi di messa in sicurezza delle alberature coinvolte nel dissesto del pendio. Concluse dette operazioni il 15 febbraio 2015, i tecnici della Soprintendenza speciale hanno potuto certificare il cessato pericolo relativamente alla metà della carreggiata stradale sottostante, quella più distante dal muro di cinta del Parco di Capodimonte. Successivamente, quanto realizzato è stato integrato con ulteriori opere provvisionali, costituite da contrafforti scalettati di calcestruzzo, realizzati in blocchi modulari. Tale intervento si è reso indispensabile, a causa della instabilità del pendio interessato dallo scoscendimento sommitale. La realizzazione dì presidi gravitazionali al piede in scivolamento, ottenuti con la rapida esecuzione di contrafforti (completamente reversibili e opportunamente "giuntati" al muro di cinta del Parco di Capodimonte) ha incrementato in maniera significativa, rapida e sicura per gli operatori, le condizioni di sicurezza del versante collinare. Ad opere eseguite si è, quindi, provveduto ad informare le autorità competenti circa la possibilità di autorizzare la completa apertura della strada sottostante il pendio, provvisoriamente stabilizzato, a meno dell'ingombro dei contrafforti di cui innanzi. E’ evidente, comunque, che si debba provvedere ad attuare un programma di opere definitive per mettere stabilmente in sicurezza il versante interessato dall'evento franoso e consentire di "smontare" i contrafforti. A tal fine il Museo di Capodimonte ha predisposto una proposta di intervento per la messa in sicurezza della cinta muraria, per un importo pari a 600.000 euro, per il triennio 2016-2018, da finanziare nell’ambito del programma triennale del Fondo per la tutela del patrimonio culturale, fondo istituito dall’articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Legge di stabilità 2015).
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:45 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:45