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Presentato alla stampa il recupero della statua di Caligola
Testo del comunicato
Il Sottosegretario Francesco Giro ha presentato, martedì 12 luglio, nel corso di una conferenza stampa presso la sede del MiBAC, le operazioni di recupero compiute dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza di una statua marmorea raffigurante l’Imperatore Caligola, proveniente da Nemi.
Presenti, inoltre, il Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni, il Funzionario Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Giuseppina Ghini, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, Ignazio Gibilaro, il Comandante Nucleo Polizia Tributaria di Roma, Virgilio Pomponi e il Comandante del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, Massimo Rossi.
Roma, 12 luglio 2011
Nota in Cartella Stampa
GUARDIA DI FINANZA. ROMA. RECUPERATA LA STATUA DELL’IMPERATORE CALIGOLA
Il Nucleo Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza, nell’ambito di una complessa azione investigativa, posta in essere dal dipendente Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, coordinata dalle Procure della Repubblica di Roma e Velletri, ha recuperato, lo scorso mese di gennaio, in località Ostia Antica, una scultura in marmo di dimensioni colossali, raffigurante l’Imperatore CALIGOLA in trono. L’opera, divisa in sezioni per agevolarne il trasporto e l’occultamento, era in procinto di essere stivata in un container per il successivo trafugamento in territorio estero, unitamente ad altri manufatti della specie.
I successivi accertamenti delle Fiamme Gialle consentivano di scoprire che la scultura proveniva da uno scavo clandestino nell’agro del Comune di Nemi (RM), in un’area adibita alla silvicoltura, mai censita tra i siti locali che pur testimoniano la presenza dell’Imperatore Gaio Cesare Germanico, meglio conosciuto appunto come CALIGOLA (37-41) d.C..
Attesa la straordinarietà dell’opera e la convinzione, da parte dei funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, che il luogo del rinvenimento potesse celare altre testimonianza del passato, nonché le sezioni mancanti della scultura (che, infatti, all’atto del sequestro si presentava mutila ed acefala), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali disponeva l’esecuzione di uno scavo scientifico d’urgenza, avviato in data 11 aprile u.s., previo ottenimento di uno specifico decreto di sequestro dell’area, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Velletri.
Fin dai primi giorni di scavo, l’area ha restituito le vestigia di un complesso ambiente termale, probabile pertinenza del ninfeo di una villa in territorio nemorense, già conosciuto in età imperiale quale luogo di villeggiatura della gens Iulio-Claudia. Oltre ai resti di superfetazioni ed all’impluvium di un articolato apparato residenziale, sono state rinvenute numerose sezioni pertinenti la statua in sequestro, tra cui la testa ritratto dell’Imperatore CALIGOLA, rotolata in antico in un angolo della vasca. Nel complesso sono stati recuperati oltre 250 manufatti di interesse storico archeologico.
La straordinaria scultura, in pregiatissimo marmo greco, rappresenta CALIGOLA in trono “come Zeus”, con la tipica “caliga” al piede sinistro: la calzatura dei legionari che l’Imperatore aveva utilizzato fin dall’infanzia, tanto da valergli il soprannome con il quale è poi passato alla Storia.
Al termine del restauro, l’opera verrà restituita alla pubblica fruizione presso il Museo delle Navi Romane di Nemi, ad un passo dalla leggendaria residenza che l’Imperatore volle farsi costruire sulle rive del lago, con l’orizzonte aperto sulla natia Anzio.
I due responsabili dello scavo clandestino sono stati invece deferiti dalla Guardia di Finanza all’Autorità Giudiziaria per violazione agli Artt. 175 (Violazione in materia di ricerche archeologiche) e 176 (Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato) del D. Lgs. 42/2004 (c.d. Codice Urbani).
Comunicato Stampa (in formato PDF)
Presentazione Stampa (in formato PPT)
Video in alta risoluzione (in formato AVI, peso 70MB)
Presenti, inoltre, il Soprintendente per i Beni Archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni, il Funzionario Archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Giuseppina Ghini, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, Ignazio Gibilaro, il Comandante Nucleo Polizia Tributaria di Roma, Virgilio Pomponi e il Comandante del Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, Massimo Rossi.
Roma, 12 luglio 2011
Nota in Cartella Stampa
GUARDIA DI FINANZA. ROMA. RECUPERATA LA STATUA DELL’IMPERATORE CALIGOLA
Il Nucleo Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza, nell’ambito di una complessa azione investigativa, posta in essere dal dipendente Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico, coordinata dalle Procure della Repubblica di Roma e Velletri, ha recuperato, lo scorso mese di gennaio, in località Ostia Antica, una scultura in marmo di dimensioni colossali, raffigurante l’Imperatore CALIGOLA in trono. L’opera, divisa in sezioni per agevolarne il trasporto e l’occultamento, era in procinto di essere stivata in un container per il successivo trafugamento in territorio estero, unitamente ad altri manufatti della specie.
I successivi accertamenti delle Fiamme Gialle consentivano di scoprire che la scultura proveniva da uno scavo clandestino nell’agro del Comune di Nemi (RM), in un’area adibita alla silvicoltura, mai censita tra i siti locali che pur testimoniano la presenza dell’Imperatore Gaio Cesare Germanico, meglio conosciuto appunto come CALIGOLA (37-41) d.C..
Attesa la straordinarietà dell’opera e la convinzione, da parte dei funzionari della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, che il luogo del rinvenimento potesse celare altre testimonianza del passato, nonché le sezioni mancanti della scultura (che, infatti, all’atto del sequestro si presentava mutila ed acefala), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali disponeva l’esecuzione di uno scavo scientifico d’urgenza, avviato in data 11 aprile u.s., previo ottenimento di uno specifico decreto di sequestro dell’area, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Velletri.
Fin dai primi giorni di scavo, l’area ha restituito le vestigia di un complesso ambiente termale, probabile pertinenza del ninfeo di una villa in territorio nemorense, già conosciuto in età imperiale quale luogo di villeggiatura della gens Iulio-Claudia. Oltre ai resti di superfetazioni ed all’impluvium di un articolato apparato residenziale, sono state rinvenute numerose sezioni pertinenti la statua in sequestro, tra cui la testa ritratto dell’Imperatore CALIGOLA, rotolata in antico in un angolo della vasca. Nel complesso sono stati recuperati oltre 250 manufatti di interesse storico archeologico.
La straordinaria scultura, in pregiatissimo marmo greco, rappresenta CALIGOLA in trono “come Zeus”, con la tipica “caliga” al piede sinistro: la calzatura dei legionari che l’Imperatore aveva utilizzato fin dall’infanzia, tanto da valergli il soprannome con il quale è poi passato alla Storia.
Al termine del restauro, l’opera verrà restituita alla pubblica fruizione presso il Museo delle Navi Romane di Nemi, ad un passo dalla leggendaria residenza che l’Imperatore volle farsi costruire sulle rive del lago, con l’orizzonte aperto sulla natia Anzio.
I due responsabili dello scavo clandestino sono stati invece deferiti dalla Guardia di Finanza all’Autorità Giudiziaria per violazione agli Artt. 175 (Violazione in materia di ricerche archeologiche) e 176 (Impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato) del D. Lgs. 42/2004 (c.d. Codice Urbani).
Cartella Stampa
Comunicato Stampa (in formato PDF)
Presentazione Stampa (in formato PPT)
Video in alta risoluzione (in formato AVI, peso 70MB) © 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:20 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:20