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Premio Terna: individuati i 124 finalisti su oltre 3.100 iscritti
Testo del comunicato
Un’indagine sull’identità, le contraddizioni, i sogni e le speranze degli artisti italiani
“Profilo d’artista”: sogni e speranze tra pubblico e privato
I risultati della ricerca ISPO sull’individuazione dell’artista oggi
Il 68% degli artisti non riesce a vivere solo del proprio mestiere, il 75% ha un rapporto conflittuale con i galleristi, l’86% ritiene che l’arte contemporanea debba essere sostenuta sia dallo Stato sia dalle aziende private.
Questi, in sintesi, alcuni dei risultati della prima ricerca sul Profilo d’artista realizzata dall’ISPO Istituto Studi sulla Pubblica Opinione, per conto di Terna, su un campione di artisti iscritti al Premio Terna 01, rappresentativo del panorama artistico italiano, presentati oggi a Torino in occasione di ARTISSIMA. La prima ricerca strutturata di tipo statistico sociologica sul profilo dell’artista contemporaneo nel nostro Paese definisce contraddizioni, sogni e speranze dei creativi italiani in bilico tra ricerca di affermazione e visibilità, desideri privati e ricerca del sostegno delle Istituzioni e dei privati.
Colpisce il dato emerso dal giudizio degli artisti sulla situazione complessiva del mercato dell’arte contemporanea nel nostro Paese: un risultato di fatto polarizzato. Metà degli artisti, il 48%, ritiene, infatti, che l’attuale mercato italiano dell’arte sia in una fase di crisi. L’altra metà, viceversa, ritiene che sia in uno stato di “buona salute”. Tra i suggerimenti per migliorare la situazione, al primo posto la richiesta di un maggior appoggio delle istituzioni (71%) seguito da più forti e strutturati rapporti internazionali tra gli operatori (66%), un maggior coinvolgimento delle aziende private e la condivisione di grandi progetti tra artisti. Al pari di altri seppur molto differenti settori che si confrontano con una congiuntura poco favorevole, inoltre, anche quello degli artisti esprime un forte bisogno di sostegno pubblico tanto che il 79% degli intervistati pensa sarebbe giusto ricevere un sussidio statale, al pari di settori come cinema e teatro,. Sempre in tema di sostegno va rilevato che, mentre soltanto un terzo degli italiani (34%) ritiene che l’arte contemporanea debba essere supportata, insieme, da Stato e imprese private, la percentuale sale all’86% tra gli artisti.
Una generale difficoltà dal punto di vista economico viene confermata dal dato che evidenzia come solo il 32% degli artisti lavoro dichiara di vivere solo dell’arte, mentre il 68% deve svolgere in parallelo un’altra attività .
A questo proposito si manifesta anche un rapporto abbastanza contraddittorio con i galleristi: da un lato sono ritenuti indispensabili dalla stragrande maggioranza, il 71%, ma dall’altro il 75% degli intervistati ritiene che il gallerista “approfitti” dell’artista. Alla richiesta di maggiore sostegno da parte di strutture organizzate, quindi, fa da contraltare una gestione conflittuale dei rapporti con le gallerie.
I dati fanno emergere altri elementi interessanti sul lavoro dell’artista: il 64%, infatti, misura il proprio successo sul grado di soddisfazione personale che gli danno le proprie opere. La minoranza, soltanto il 20%, individua il raggiungimento del successo quando è apprezzato dai critici d’arte. L’11% non si ritiene ”arrivato” solo per motivi “economici”. Appare come un elemento di contraddizione: se da un lato emerge la forza creativa come motivazione principale e una certa noncuranza nei confronti del lato economico, d’altro canto il sostegno di un soggetto terzo, stavolta anche economico, è considerato fondamentale per esercitare la propria attività dalla maggioranza degli artisti intervistati.
La quasi totalità degli artisti (il 93%) ha già esposto le proprie opere all’interno di una mostra, ma ben il 76% ritiene che sia più difficile venderle in Italia che all’estero. Per quanto riguarda la fruibilità dell’arte, il 93% degli artisti ritiene che un’opera d’arte dovrebbe essere esposta, oltre che nei luoghi deputati (musei, gallerie ecc), anche in tutti i possibili luoghi pubblici .
Il 62% intervistati del panel ritiene i premi e i concorsi d’arte l’unico modo che ha un giovane per farsi conoscere: è questa una delle motivazioni prevalenti di partecipazione al Premio Terna, seguita dalla sintonia con il tema della trasmissione di energia (37%) e dalla “democraticità” dei criteri di accesso al concorso (27%) . Criteri “premiati” dallo straordinario risultato del voto online che, solo nel primo giorno, ha registrato l’accesso di oltre 30 mila votanti, per un totale ad oggi di oltre 120 mila accessi.
I risultati della ricerca, ampia e approfondita, sono stati illustrati dal professor Mannheimer durante l’incontro di presentazione alla stampa dei 124 finalisti del Premio Terna 01. La prima fase del Premio ideato da Terna, la società che possiede e gestisce la rete elettrica ad alta tensione in Italia, curato da Gianluca Marziani e Francesco Cascino, si è conclusa il 30 ottobre. Eccezionale la partecipazione: 3.158 le opere iscritte sul sito www.premioterna.it nelle tre categorie - Terawatt (ad invito per artisti di fama), Megawatt (over 35), Gigawatt (under 35) che hanno coinvolto artisti affermati ed emergenti creando un circuito di confronto e di emersione dei giovani talenti e di promozione del ruolo di artisti quali motori di sviluppo e ricerca di nuove creatività. Tutti gli artisti – 58% uomini e 42% donne - con una provenienza equamente distribuita su tutto il territorio nazionale: Nord 36%, Sud 33,6%, Centro 30,4%, si sono confrontati sul tema “Trasmettere energia: una metafora contemporanea”. La categoria più rappresentata è stata la Megawatt con una percentuale del 55,3% seconda i Gigawatt 44.7%
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