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Pompei: La Uil vende i prodotti locali per trovare fondi per il sito
Testo del comunicato
Usare una parte del ricavato dei migliori prodotti presenti sul territorio campano per il recupero di Pompei. È l’iniziativa "Un’idea per Pompei", lanciata dalla Uil Campania e dalla sua federazione di categoria, la Feneal (Federazione nazionale lavoratori edili, affini e del legno), insieme all’associazione Sitireali. Per sostenere il progetto, i sindacati hanno acquistato migliaia di pacchi di pasta di Gragnano da distribuire ai propri iscritti, dedicando un contributo di 20 centesimi per ogni pacchetto. “Vogliamo valorizzare i prodotti tipici - ha affermato il segretario regionale della Uil, Anna Rea - e ci aspettiamo che una volta tanto aziende importanti come la Barilla e altre simili, facciano qui al Meridione quello che fanno in tutto il mondo. Pompei va rilanciata non solo con gli spot a chiacchiere ma con i fatti - ha aggiunto -. I ministri Bondi e Galan sono venuti sugli scavi, certo, ma noi abbiamo bisogno a Pompei di un rilancio concreto: abbiamo otto milioni di turisti per i siti archeologici e altri cinque milioni per il Santuario ma la ferrovia con la stazione scavi è stata dismessa. Com’è possibile?”. Per Luigi Ciancio, segretario della Feneal, l’iniziativa "è quasi una provocazione": "Abbiamo bisogno di progetti impegnati, promuovendo aziende sul territorio. Si deve creare occupazione perché è così che si attirano turisti”. Secondo i calcoli della Uil, coi suoi 90 km di muretti, 14 km di strade e 72 case storiche, per Pompei servirebbero da 280 ai 300 milioni di euro.
“Purtroppo abbiamo delle difficoltà enormi - ha evidenziato Maria Rosa Rosa, responsabile Beni culturali della Uil, che lavora negli scavi -. Il ministro Galan ha detto che i soldi ci sono, si possono attingere dai fondi europei, ma il problema è come spenderli”. Fra le proposte, secondo Rosa, “incrementare le entrate con l’aumento dei visitatori e contrarre un mutuo per avviare i restauri”. “Ma è chiaro che tra le nostre priorità c’è la messa in sicurezza del sito”. Per Alessandro Manna, presidente di Sitireali, “Pompei è una vergogna nazionale”: “Eppure la sua storia andrebbe valorizzata: dalla nascita dell’archeologia con i Borbone 200 anni fa, si potrebbe puntare sulle scuole soprattutto, che raccolgono la generazione del futuro”.
fonte dati: IL VELINO
“Purtroppo abbiamo delle difficoltà enormi - ha evidenziato Maria Rosa Rosa, responsabile Beni culturali della Uil, che lavora negli scavi -. Il ministro Galan ha detto che i soldi ci sono, si possono attingere dai fondi europei, ma il problema è come spenderli”. Fra le proposte, secondo Rosa, “incrementare le entrate con l’aumento dei visitatori e contrarre un mutuo per avviare i restauri”. “Ma è chiaro che tra le nostre priorità c’è la messa in sicurezza del sito”. Per Alessandro Manna, presidente di Sitireali, “Pompei è una vergogna nazionale”: “Eppure la sua storia andrebbe valorizzata: dalla nascita dell’archeologia con i Borbone 200 anni fa, si potrebbe puntare sulle scuole soprattutto, che raccolgono la generazione del futuro”.
fonte dati: IL VELINO
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:18 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:18