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PAOLO LA MOTTA “AL MUSEO”
Testo del comunicato
Il Museo Archeologico di Napoli ancora una volta dà spazio a chi – nei modi più diversi – lo fa oggetto della propria ricerca artistica. La Motta gli dedica forse l’omaggio più immediato: lo ritrae, lo “fotografa” dipingendolo a olio su tavola o tela.
Il suo sguardo non si concentra soltanto sulle opere esposte, quasi sempre però presenti: sono elementi – per lo più corpi di marmo e bronzo – con piena evidenza viventi perché in possesso d’un loro potenziale movimento conferito da luce vibrante, tagli inattesi, attraenti combinazioni cromatiche: ma stanno lì, solenni eppure accoglienti, in perfetta armonia con uno spazio visibilmente silenzioso che qualificano e fanno sommessamente parlare.
Perché quello di La Motta è proprio, oltre che il Museo che lui e tutti i Napoletani chiamano semplicemente così, un museo: sintesi di contenitore e contenuti: coi suoi interni e giardini, gli oggetti, l’illuminazione (naturale), i muri e i pavimenti, i visitatori…
Non molti, i visitatori: sullo scalone giusto uno, più per dar l’idea delle misure e “compensare” in basso la statua che sta su; e nella smisurata sala della Meridiana solo alcuni lì in fondo, intorno ad Atlante o dentro la luce bianca che irrompe dai balconi, e se ne stanno ben lontani dall’artista, che sembra più intento a studiare, proprio qui dinanzi a sé, la maniera in cui i colori del lungo pavimento si mescolano fra loro nel lucido. Quindi mai un gruppo che dia fastidio all’autore, frequentatore tanto assiduo da sentirsi a casa propria e decidere a piacimento chi e quanti far entrare: pochi, tranquilli…
Ma il museo rappresentato da La Motta ci invita anche ad andare a guardarne altri, dipinti e fotografati nel tempo: repertorio non più tanto esiguo e già plurisecolare di un settore specifico del genere “pittura di interni”: messi in ordine cronologico o a confronto fra loro, sanno efficacemente rappresentare le diverse epoche e visioni di un’idea – quella di museo – che è di non poco significato nella storia della cultura.
Il Museo si aggiunge, nel lavoro di La Motta, agli altri luoghi e temi propostigli dalla quotidiana esperienza: è ancora opportuno che qualcuno si occupi di indagare le cose più vicine e sappia farne emergere qualcosa che era sfuggito.
di Marco De Gemmis
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Dal 10 ottobre 2013 al 30 giugno 2014