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Mibac su appello 600 tecnici
Testo del comunicato
In merito alle notizie riportate dall’ex soprintendente di Pompei, Pietro Giovanni Guzzo, nell’appello dei 600 tecnici dal titolo “No alla morte della cultura”, riguardo ai crolli del sito archeologico che sarebbero da imputare agli errori della Protezione Civile, il dott. Marcello Fiori attuale Dirigente Generale del MiBAC e già commissario delegato all’area archeologica di Pompei dal marzo 2009 al giugno 2010, precisa quanto segue:
“Le attività di tutela e conservazione del sito archeologico di Pompei sono sempre rimaste in capo alla Soprintendenza e ogni intervento realizzato ha visto la condivisione preventiva dei Soprintendenti, con i quali ho sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione. Strano che l’ex Soprintendente Guzzo non ricordi quanto dichiarò apprendendo la notizia dell’intervenuta dichiarazione di stato di emergenza per Pompei: “…si nota che non essendo mutato nulla riguardo la “tutela” del sito archeologico (materia di competenza del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo) “incuria e degrado” si riferiscono ad altre categorie di problemi più volte denunciate anche dalla stessa Soprintendenza, tra i quali, riduzione del servizi odi sorveglianza a causa del mancato rimpiazzo dei pensionati, assenza dei servizi fognari, viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario” (questo è il comunicato stampa diramato dal Soprintendente di Pompei il 4 luglio del 2008). E’ pertanto evidente, fin dai primi momenti, che il Commissario non è stato nominato per occuparsi dei temi della tutela del patrimonio archeologico ma per risolvere una serie di problematiche più legate al sistema dei servizi, al territorio, all’accoglienza dei visitatori e finalizzate al rilancio turistico dell’area.
E’ strano che l’ex Soprintendente non ricordi di non aver mai presentato una proposta d’intervento di messa in sicurezza urgente riguardo la casa dei gladiatori ma di essersi solo occupato dell’impermeabilizzazione del tetto. A tal proposito ci tengo a precisare che le acque derivanti dalle coperture delle Domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio, in base ad un progetto redatto dai tecnici della soprintendenza, sono state canalizzate mediante un tracciato che le allontana per circa un chilometro verso i campi coltivati su un tracciato perpendicolare a Via dell’Abbondanza assai lontano dal luogo dove è avvenuto il crollo. E’ utile, inoltre, ricordare che il responsabile del procedimento è stato l’archeologo Antonio Varone, attuale direttore degli scavi e il direttore dei lavori è stata l’architetto Mara Emma Pirozzi, uno dei migliori tecnici della soprintendenza. I lavori sono stati eseguiti da una delle imprese iscritte nell’elenco di fiducia della soprintendenza e che da molti anni opera per essa.
E’ utile evidenziare come l’ex Soprintendente Guzzo sia stato ininterrottamente in carica dal 1994 al 2009 e che durante la sua gestione siano state accumulate ingentissimi residui di risorse non spesi. A titolo di esempio:
Questa incapacità di spesa, così prolungata nel tempo, si è purtroppo tradotta nella mancanza di indispensabili interventi di manutenzione puntuale e quotidiana che si dovevano e potevano realizzare. Peccato che l’ex Soprintendete ometta di dire che solo grazie all’intervento commissariale per la prima volta è stato istituito un capitolo di bilancio dedicato alla manutenzione ordinaria del sito archeologico finanziato con due milioni di euro. E’ strano che sempre l’ex soprintendente non ricordi di aver affidato uno studio per la spettacolarizzazione di due Domus, tra cui quella di Giulio Polibio, alla Società Studio Azzurro, il cui progetto prevedeva che la gestione delle visite fosse affidata alla società editoriale di cui sua moglie è un dirigente di spicco. Peccato che l’ex soprintendente Guzzo non ricordi di aver bandito già nel 2008 una gara per la realizzazione del progetto “Pompei experience – attrazione storica scenografica sulla distruzione di Pompei” per il valore economico di 15 milioni di euro che prevedeva la realizzazione di una sale cinematografica sotterranea nell’area di Porta Marina e sovrastanti alcune migliaia di metri quadri da destinare a spazi commerciali, fortunatamente il consiglio d’amministrazione successivamente su proposta del commissario ha revocato tale sciagurata ipotesi.”
Roma, 26 novembre 2010
Ufficio Stampa MiBAC
06-67232261/2
“Le attività di tutela e conservazione del sito archeologico di Pompei sono sempre rimaste in capo alla Soprintendenza e ogni intervento realizzato ha visto la condivisione preventiva dei Soprintendenti, con i quali ho sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione. Strano che l’ex Soprintendente Guzzo non ricordi quanto dichiarò apprendendo la notizia dell’intervenuta dichiarazione di stato di emergenza per Pompei: “…si nota che non essendo mutato nulla riguardo la “tutela” del sito archeologico (materia di competenza del Soprintendente Pietro Giovanni Guzzo) “incuria e degrado” si riferiscono ad altre categorie di problemi più volte denunciate anche dalla stessa Soprintendenza, tra i quali, riduzione del servizi odi sorveglianza a causa del mancato rimpiazzo dei pensionati, assenza dei servizi fognari, viabilità, carenza nella vigilanza veterinaria, questioni legate al servizio ristoro e morosità del concessionario” (questo è il comunicato stampa diramato dal Soprintendente di Pompei il 4 luglio del 2008). E’ pertanto evidente, fin dai primi momenti, che il Commissario non è stato nominato per occuparsi dei temi della tutela del patrimonio archeologico ma per risolvere una serie di problematiche più legate al sistema dei servizi, al territorio, all’accoglienza dei visitatori e finalizzate al rilancio turistico dell’area.
E’ strano che l’ex Soprintendente non ricordi di non aver mai presentato una proposta d’intervento di messa in sicurezza urgente riguardo la casa dei gladiatori ma di essersi solo occupato dell’impermeabilizzazione del tetto. A tal proposito ci tengo a precisare che le acque derivanti dalle coperture delle Domus dei Casti Amanti e di Giulio Polibio, in base ad un progetto redatto dai tecnici della soprintendenza, sono state canalizzate mediante un tracciato che le allontana per circa un chilometro verso i campi coltivati su un tracciato perpendicolare a Via dell’Abbondanza assai lontano dal luogo dove è avvenuto il crollo. E’ utile, inoltre, ricordare che il responsabile del procedimento è stato l’archeologo Antonio Varone, attuale direttore degli scavi e il direttore dei lavori è stata l’architetto Mara Emma Pirozzi, uno dei migliori tecnici della soprintendenza. I lavori sono stati eseguiti da una delle imprese iscritte nell’elenco di fiducia della soprintendenza e che da molti anni opera per essa.
E’ utile evidenziare come l’ex Soprintendente Guzzo sia stato ininterrottamente in carica dal 1994 al 2009 e che durante la sua gestione siano state accumulate ingentissimi residui di risorse non spesi. A titolo di esempio:
| anno | giacenze di cassa | speso |
| 2002 | 52.855.991,50 | 19,12% |
| 2003 | 58.364.468,00 | 19,02% |
| 2004 | 66.174.686,36 | 16,22% |
| 2005 | 75.216.499,18 | 14,23% |
| 2006 | 48.948.721,43 | 50,37% |
| 2007 | 49.615.508,93 | 33,51% |
Questa incapacità di spesa, così prolungata nel tempo, si è purtroppo tradotta nella mancanza di indispensabili interventi di manutenzione puntuale e quotidiana che si dovevano e potevano realizzare. Peccato che l’ex Soprintendete ometta di dire che solo grazie all’intervento commissariale per la prima volta è stato istituito un capitolo di bilancio dedicato alla manutenzione ordinaria del sito archeologico finanziato con due milioni di euro. E’ strano che sempre l’ex soprintendente non ricordi di aver affidato uno studio per la spettacolarizzazione di due Domus, tra cui quella di Giulio Polibio, alla Società Studio Azzurro, il cui progetto prevedeva che la gestione delle visite fosse affidata alla società editoriale di cui sua moglie è un dirigente di spicco. Peccato che l’ex soprintendente Guzzo non ricordi di aver bandito già nel 2008 una gara per la realizzazione del progetto “Pompei experience – attrazione storica scenografica sulla distruzione di Pompei” per il valore economico di 15 milioni di euro che prevedeva la realizzazione di una sale cinematografica sotterranea nell’area di Porta Marina e sovrastanti alcune migliaia di metri quadri da destinare a spazi commerciali, fortunatamente il consiglio d’amministrazione successivamente su proposta del commissario ha revocato tale sciagurata ipotesi.”
Roma, 26 novembre 2010
Ufficio Stampa MiBAC
06-67232261/2
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:50 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:50