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MiBAC 2012 finalità, attività, dati
Testo del comunicato
Le pagine che seguono sono la fotografia di ciò che il MiBAC ha portato a compimento o ha avviato nel corso del 2012. Le finalità della sintesi che viene qui proposta sono non soltanto quantitative, ma anche e soprattutto qualitative. Il resoconto rappresenta una sorta di “edizione zero”, sicuramente perfettibile. Nel suo spirito, tuttavia, esso prefigura un autentico bilancio sociale, ossia lo strumento più efficace di conoscenza di tutte le attività del Ministero, oltre che di dialogo con chi lavora quotidianamente al suo interno, con tutti coloro che hanno a cuore il nostro patrimonio culturale e con grande dedizione se ne prendono cura, con ogni cittadino. Proprio per questi motivi, credo che alla illustrazione dei dati quantitativi e degli elementi qualitativi sia utile premettere alcune osservazioni sulle finalità che hanno costituito l’orizzonte del MiBAC.
L’attività del Ministero si è principalmente svolta nel solco della specifica e tradizionale competenza del Ministero stesso: cioè l’efficace salvaguardia e una sempre più adeguata promozione del patrimonio dell’Italia storico-artistico, paesaggistico e, nell’accezione più ampia del termine, culturale. Nel rispetto di una tale tradizione di competenza, peraltro, si è cercato di ravvivare e (nei limiti del possibile) razionalizzare un vastissimo settore che – proprio per la sua articolata segmentazione e suddivisione in ambiti plurimi (dai siti archeologici e dai musei, agli istituti e realtà culturali, al cinema e allo spettacolo, agli archivi, agli enti lirici, sino al tema sempre più rilevante della promozione della lettura) – si sta rivelando l’essenziale e determinante fattore di crescita e identità per le persone e le comunità, oltre che una specifica e indispensabile risorsa in campo economico e produttivo. Lo si è cercato di fare alla luce di una realistica consapevolezza dell’odierna condizione economica, che ha imposto la necessità di arginare una crisi senza precedenti nella storia più recente del nostro Paese. Una crisi che ha avuto pesanti ricadute sia sulle risorse ordinarie del MiBAC, sia sulla disponibilità di risorse pubbliche e private per gli investimenti straordinari nel settore culturale.
Rispetto all’enorme vastità delle urgenze e delle emergenze, cicliche o nuove, a cui il Ministero deve e dovrà fare continuamente fronte, si è pertanto deciso di selezionare progetti capaci di consolidare eccellenze già presenti sul territorio nazionale. Nel contempo, si sono individuate forme innovative di partecipazione e sensibilizzazione alla gestione e valorizzazione del capitale di bellezza e creatività del nostro Paese. Sulla base della constatazione storica che i modelli di welfare, fioriti in Europa dal tardo Ottocento in poi, non potranno più essere replicati all’infinito con l’esclusivo sostegno dello Stato, si è cercato di indirizzare l’attività del MiBAC, pur in mezzo a mille difficoltà, verso un nuovo modello di sviluppo. Vale a dire un modello di sviluppo che, proprio a partire dai beni e dalle attività culturali, sappia individuare a livello nazionale quelle priorità in grado di garantire non solo un rafforzamento della coesione territoriale, ma anche il buon uso – trasparente nei tempi e nelle procedure – delle risorse disponibili. Sono queste le condizioni affinchè tutela e valorizzazione possano rappresentare un autentico volano di rilancio economico.
Non sono mancate le emergenze. Sia riguardo al terremoto del 29 maggio 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sia rispetto alle ferite tuttora aperte in Abruzzo, la presenza e l’impegno del Ministero sono stati attivi e costanti.
Fra le emergenze che tendono purtroppo a cronicizzarsi, vi è anche quella relativa al patrimonio archivistico e bibliotecario dello Stato: in questo campo si sono effettuati alcuni interventi straordinari e rilevanti.
Nell’ambito legislativo e regolamentare, si è proceduto alla emanazione di disposizioni che, semplificando quelle sin qui vigenti e talvolta innovandole, snelliranno le procedure autorizzative, pur conservandone il rigore, e contribuiranno a elevare il grado di fruizione e valorizzazione delle molte aree storiche e di pregio presenti nel nostro Paese.
A ciò si sono aggiunti non solo i lavori di salvaguardia del patrimonio paesaggistico per quanto concerne la pianificazione del territorio, mediante una stretta collaborazione con le Regioni, ma anche - a fianco del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - l’elaborazione di norme miranti a disciplinare il consumo di suolo.
L’obiettivo di un buon uso delle risorse è stato anche alla base sia di alcuni provvedimenti di modifica della governance delle attività connesse alla produzione artistica e musicale, sia di concreto sostegno all’intera filiera della produzione cinematografica, in un momento di particolare difficoltà economica.
Le attività intraprese e/o già realizzate, che in questo documento vengono sinteticamente evidenziate, sono state guidate da due criteri di metodo: a) mostrare come la ricca pluralità di ambiti e competenze del Ministero abbia a suo fondamento un essenziale elemento di unitarietà, ossia quella produzione di cultura viva e vitale in grado di aprire all’odierno sistema globale l’economia e la società del Paese, contrastando ogni rischio di stagnazione e valorizzando il più possibile le competenze interne al Ministero; b) il superamento di un paradigma meramente assistenziale della cultura, in forza dei buoni risultati, attesi o già conseguiti, derivanti dalla collaborazione su obiettivi precisi e determinati fra Ministero e realtà dell’area del privato sociale.
L’augurio sincero è che questo MiBAC 2012; finalità, attività, dati, pur nella sua natura di “edizione zero”, possa davvero interessare i tantissimi cittadini che hanno a cuore il patrimonio culturale del nostro Paese. E aiuti anche a guardare la vita futura del Ministero con realismo e serenità:
nella piena, fondata consapevolezza che le competenze professionali e l’impegno quotidiano di coloro che operano dentro il MiBAC, con passione e dedizione per il proprio lavoro, continueranno a essere l’insostituibile ed efficace strumento con cui perseguire il bene del Paese e del suo patrimonio di cultura.
Lorenzo Ornaghi
Ministro per i Beni e le Attività Culturali
L’attività del Ministero si è principalmente svolta nel solco della specifica e tradizionale competenza del Ministero stesso: cioè l’efficace salvaguardia e una sempre più adeguata promozione del patrimonio dell’Italia storico-artistico, paesaggistico e, nell’accezione più ampia del termine, culturale. Nel rispetto di una tale tradizione di competenza, peraltro, si è cercato di ravvivare e (nei limiti del possibile) razionalizzare un vastissimo settore che – proprio per la sua articolata segmentazione e suddivisione in ambiti plurimi (dai siti archeologici e dai musei, agli istituti e realtà culturali, al cinema e allo spettacolo, agli archivi, agli enti lirici, sino al tema sempre più rilevante della promozione della lettura) – si sta rivelando l’essenziale e determinante fattore di crescita e identità per le persone e le comunità, oltre che una specifica e indispensabile risorsa in campo economico e produttivo. Lo si è cercato di fare alla luce di una realistica consapevolezza dell’odierna condizione economica, che ha imposto la necessità di arginare una crisi senza precedenti nella storia più recente del nostro Paese. Una crisi che ha avuto pesanti ricadute sia sulle risorse ordinarie del MiBAC, sia sulla disponibilità di risorse pubbliche e private per gli investimenti straordinari nel settore culturale.
Rispetto all’enorme vastità delle urgenze e delle emergenze, cicliche o nuove, a cui il Ministero deve e dovrà fare continuamente fronte, si è pertanto deciso di selezionare progetti capaci di consolidare eccellenze già presenti sul territorio nazionale. Nel contempo, si sono individuate forme innovative di partecipazione e sensibilizzazione alla gestione e valorizzazione del capitale di bellezza e creatività del nostro Paese. Sulla base della constatazione storica che i modelli di welfare, fioriti in Europa dal tardo Ottocento in poi, non potranno più essere replicati all’infinito con l’esclusivo sostegno dello Stato, si è cercato di indirizzare l’attività del MiBAC, pur in mezzo a mille difficoltà, verso un nuovo modello di sviluppo. Vale a dire un modello di sviluppo che, proprio a partire dai beni e dalle attività culturali, sappia individuare a livello nazionale quelle priorità in grado di garantire non solo un rafforzamento della coesione territoriale, ma anche il buon uso – trasparente nei tempi e nelle procedure – delle risorse disponibili. Sono queste le condizioni affinchè tutela e valorizzazione possano rappresentare un autentico volano di rilancio economico.
Non sono mancate le emergenze. Sia riguardo al terremoto del 29 maggio 2012 in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, sia rispetto alle ferite tuttora aperte in Abruzzo, la presenza e l’impegno del Ministero sono stati attivi e costanti.
Fra le emergenze che tendono purtroppo a cronicizzarsi, vi è anche quella relativa al patrimonio archivistico e bibliotecario dello Stato: in questo campo si sono effettuati alcuni interventi straordinari e rilevanti.
Nell’ambito legislativo e regolamentare, si è proceduto alla emanazione di disposizioni che, semplificando quelle sin qui vigenti e talvolta innovandole, snelliranno le procedure autorizzative, pur conservandone il rigore, e contribuiranno a elevare il grado di fruizione e valorizzazione delle molte aree storiche e di pregio presenti nel nostro Paese.
A ciò si sono aggiunti non solo i lavori di salvaguardia del patrimonio paesaggistico per quanto concerne la pianificazione del territorio, mediante una stretta collaborazione con le Regioni, ma anche - a fianco del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali - l’elaborazione di norme miranti a disciplinare il consumo di suolo.
L’obiettivo di un buon uso delle risorse è stato anche alla base sia di alcuni provvedimenti di modifica della governance delle attività connesse alla produzione artistica e musicale, sia di concreto sostegno all’intera filiera della produzione cinematografica, in un momento di particolare difficoltà economica.
Le attività intraprese e/o già realizzate, che in questo documento vengono sinteticamente evidenziate, sono state guidate da due criteri di metodo: a) mostrare come la ricca pluralità di ambiti e competenze del Ministero abbia a suo fondamento un essenziale elemento di unitarietà, ossia quella produzione di cultura viva e vitale in grado di aprire all’odierno sistema globale l’economia e la società del Paese, contrastando ogni rischio di stagnazione e valorizzando il più possibile le competenze interne al Ministero; b) il superamento di un paradigma meramente assistenziale della cultura, in forza dei buoni risultati, attesi o già conseguiti, derivanti dalla collaborazione su obiettivi precisi e determinati fra Ministero e realtà dell’area del privato sociale.
L’augurio sincero è che questo MiBAC 2012; finalità, attività, dati, pur nella sua natura di “edizione zero”, possa davvero interessare i tantissimi cittadini che hanno a cuore il patrimonio culturale del nostro Paese. E aiuti anche a guardare la vita futura del Ministero con realismo e serenità:
nella piena, fondata consapevolezza che le competenze professionali e l’impegno quotidiano di coloro che operano dentro il MiBAC, con passione e dedizione per il proprio lavoro, continueranno a essere l’insostituibile ed efficace strumento con cui perseguire il bene del Paese e del suo patrimonio di cultura.
Lorenzo Ornaghi
Ministro per i Beni e le Attività Culturali
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:29 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:29