Pubblicato il:
Iscriviti alla newsletter
"Mario Di Iorio. Polifonia di immagini. Segni e colore su tela" mostra personale di inediti
Testo del comunicato
La pittura come viaggio in spazi interiori e attraversamento di territori sconosciuti: questo il senso del fare arte per il pittore goriziano Mario Di Iorio (1959-1999) al quale è dedicata la personale dal titolo "Polifonia di immagini. Segni e colore su tela", che apre venerdì 10 marzo 2017 alle 17.30 alla Galleria LegAntiqua di Gorizia.
L'esposizione, organizzata in collaborazione con la Biblioteca statale isontina, propone oltre una ventina di opere, quasi tutte inedite, di dimensioni diverse. Tele scelte dai curatori soprattutto perché ritenute particolarmente significative per leggere il percorso evolutivo della produzione artistica del maestro dagli anni '70 fino all'ultimo periodo di attività.
"Immagini fantastiche, situazioni dell'inconscio che trovano la loro natura e esplicazione attraverso un gesto ed il segno": così Mario Di Iorio descrive il senso profondo del suo essere pittore in un testo inedito e manoscritto del suo archivio documentale.
Il percorso di visita all'esposizione inizia con un quadro di strutture geometriche realizzato da studente alla Scuola d'arte di Gorizia, allievo di Cesare Mocchiutti, con il quale mantenne un rapporto emozionale e intellettuale durato tutto la vita. Quindi si prosegue con le grandi opere gestuali, dominate dalla forza espressiva di colori forti e segni audaci che connotano tutta la sua pittura in modo radicale e personale. Rarità dell'esposizione l'opera scelta come logo: tela nella quale domina il marrone, colore poco presente nella tavolozza dell'artista.
Nei primi anni '80 Di Iorio, mentre studiava a Venezia all'Accademia di belle arti, iniziò a frequentare lo studio di un altro maestro del Novecento: Emilio Vedova. Ne nacque un dialogo di scambio e confronto che influenzò la produzione di entrambi.
Lungo il percorso anche tele in bianco e nero nelle quali la struttura dell'opera mantiene il vigore del gesto e il dinamismo del movimento. "Un quadro, scrive ancora l'artista in un altro testo inedito, è un racconto dell'animo, dove una macchia può dire tutto o niente, e dove un graffio può diventare espressivo o autorappresentarsi".
Visse la pittura in modo assoluto, totalizzante Mario Di Iorio, sempre alla ricerca di un'essenzialità che contenesse il concetto di equilibrio fra colore, energia, gesto, superfici e spazio. Valente docente la sua vita è stata un dividersi fra il suo studio di Gorizia e l'accademia milanese di Brera, dove insegnava
"Nel 2009, decennale della scomparsa, ricorda Marco Menato direttore della Bsi, allestimmo nella nostra galleria a lui dedicata una mostra dal titolo "Le carte nascoste", un'esposizione che fu seguita da altre iniziative in città e non solo. L'anno prossimo ricorreranno i sessant'anni dalla nascita, auspichiamo che questa prima mostra, così bella e ricca per i tanti inediti esposti, possa essere ancora battistrada di altri progetti per ricordare un maestro di questa terra che vogliamo far conoscere sempre di più e meglio, valorizzandone la grandezza".
La vernice dell'esposizione sarà seguita da un brindisi con i vini della Livio Felluga. La mostra di Mario Di Iorio. Polifonia di immagini. Segni e colore su tela" resterà aperta alla Galleria LegAntiqua di corso Verdi 73 a Gorizia fino al 29 aprile 2017, con ingresso libero da martedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
L'esposizione, organizzata in collaborazione con la Biblioteca statale isontina, propone oltre una ventina di opere, quasi tutte inedite, di dimensioni diverse. Tele scelte dai curatori soprattutto perché ritenute particolarmente significative per leggere il percorso evolutivo della produzione artistica del maestro dagli anni '70 fino all'ultimo periodo di attività.
"Immagini fantastiche, situazioni dell'inconscio che trovano la loro natura e esplicazione attraverso un gesto ed il segno": così Mario Di Iorio descrive il senso profondo del suo essere pittore in un testo inedito e manoscritto del suo archivio documentale.
Il percorso di visita all'esposizione inizia con un quadro di strutture geometriche realizzato da studente alla Scuola d'arte di Gorizia, allievo di Cesare Mocchiutti, con il quale mantenne un rapporto emozionale e intellettuale durato tutto la vita. Quindi si prosegue con le grandi opere gestuali, dominate dalla forza espressiva di colori forti e segni audaci che connotano tutta la sua pittura in modo radicale e personale. Rarità dell'esposizione l'opera scelta come logo: tela nella quale domina il marrone, colore poco presente nella tavolozza dell'artista.
Nei primi anni '80 Di Iorio, mentre studiava a Venezia all'Accademia di belle arti, iniziò a frequentare lo studio di un altro maestro del Novecento: Emilio Vedova. Ne nacque un dialogo di scambio e confronto che influenzò la produzione di entrambi.
Lungo il percorso anche tele in bianco e nero nelle quali la struttura dell'opera mantiene il vigore del gesto e il dinamismo del movimento. "Un quadro, scrive ancora l'artista in un altro testo inedito, è un racconto dell'animo, dove una macchia può dire tutto o niente, e dove un graffio può diventare espressivo o autorappresentarsi".
Visse la pittura in modo assoluto, totalizzante Mario Di Iorio, sempre alla ricerca di un'essenzialità che contenesse il concetto di equilibrio fra colore, energia, gesto, superfici e spazio. Valente docente la sua vita è stata un dividersi fra il suo studio di Gorizia e l'accademia milanese di Brera, dove insegnava
"Nel 2009, decennale della scomparsa, ricorda Marco Menato direttore della Bsi, allestimmo nella nostra galleria a lui dedicata una mostra dal titolo "Le carte nascoste", un'esposizione che fu seguita da altre iniziative in città e non solo. L'anno prossimo ricorreranno i sessant'anni dalla nascita, auspichiamo che questa prima mostra, così bella e ricca per i tanti inediti esposti, possa essere ancora battistrada di altri progetti per ricordare un maestro di questa terra che vogliamo far conoscere sempre di più e meglio, valorizzandone la grandezza".
La vernice dell'esposizione sarà seguita da un brindisi con i vini della Livio Felluga. La mostra di Mario Di Iorio. Polifonia di immagini. Segni e colore su tela" resterà aperta alla Galleria LegAntiqua di corso Verdi 73 a Gorizia fino al 29 aprile 2017, con ingresso libero da martedì a sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:56 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:56