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Kengiro Azuma ci ha lasciati.
Testo del comunicato
Nello zen si dice che la vera esistenza proviene da Mu, che in giapponese significa vuoto o anche nulla [in senso spirituale o filosofico], e nuovamente fa ritorno a Mu, come la goccia d’acqua che si stacca dalla gronda o dalla foglia e, cadendo a terra, «viene assorbita, evapora, sale verso il cielo, si condensa e ritorna goccia». Un’immagine poetica, lieve, ricca di significato e tradotta in ricerca artistica lunga una vita intera. La vita di un grande maestro e di un caro amico, Kengiro Azuma, che ieri se n’è andato, lasciandoci la leggerezza del suo tocco, la forza della sua arte, l’umanità meravigliosa del suo sorriso.
Nella goccia d’acqua c’è il ciclo della vita, diceva Azuma, che alla meditazione su Mu ha dedicato la sua opera di artista e di uomo.
Davanti a Palazzo Lanfranchi dal giugno del 2010, quando a Matera si tenne la bellissima retrospettiva dedicata al maestro giapponese, ideata e curata da Giuseppe Appella nell’ambito delle Grandi Mostre di Scultura nei Sassi de “La Scaletta”, conserviamo con affetto inesausto la nostra goccia di Azuma, acquisita per Matera grazie alla Regione Basilicata. La Goccia, che in verità si chiama Mu765, è diventata un elemento imprescindibile del paesaggio culturale e sentimentale della nostra città, nessuno riesce più a immaginare Palazzo Lanfranchi senza quel segno moderno ma anche senza tempo, infinito.
Azuma è stato un grande scultore, la sua storia di uomo e di artista è bellissima e va conosciuta, abbiamo il dovere di raccontarla ancora, intanto ci mancherà moltissimo la sua saggezza antica, il suo insegnamento lieve, la sua empatia con i più piccoli espressa in tante occasioni a Matera.
Il Polo Museale Regionale della Basilicata lo ricorda con gratitudine e delicatezza, insieme a tutti i bambini e le bambine che giocano felici attorno alla sua goccia.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:53 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:53