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INTERVISTA MINISTRO SU NAZIONE-RESTO DEL CARLINO-GIORNO"Meno tasse più Cultura" il Ministro Galan rilancia: incentivi per sedurre le imprese
Testo del comunicato
«SONO PRONTO a battermi per garantire una "fiscalità di vantaggio" a tutte quelle imprese decise a investire in cultura». Scende lancia in resta il neoministro per i Beni culturali, Giancarlo Galan e lo fa a Roma, in occasione dell'assemblea annuale dei soci di Civita, 190 imprese impegnate in attività di progettazione e promozione culturale da quasi 25 anni. Un vero gotha riunito a Palazzo Barberini per presentare al numero uno del Dicastero di via del Collegio Romano la situazione del non sempre facile rapporto pubblico-privato nella gestione delle attività rivolte ai visitatori: con il presidente di Civita, Antonio Maccanico, il presidente onorario Gianni Letta, il vice Bernabò Bocca, il segretario generale dell'Associazione e amministratore delegato di Civita Servizi (srl di cui fanno parte colossi come Api, De Agostini, Costa Edutainment e fondazioni bancarie), Albino Ruberti.
Defiscalizzare, quindi. Ci hanno già provato in molti, signor ministro...
«Me lo dicono tutti prendendomi in giro, ma questa volta intendo combattere la battaglia decisiva».
Punti salienti e obiettivi?
«Garantire riconoscibilità e trasparenza a ogni curo donato dai privati alla cultura e "fiscalità di vantaggio", appunto, per le imprese che impegnano parte dei loro investimenti nel settore. Occorrerà prima sconfiggere la convinzione che la cultura costi e rappresenti solo una spesa in più».
Quando e come intende passare dalla parole ai fatti?
«Il provvedimento è praticamente già pronto, ma potrò presentarlo solo quando in Italia si sarà deciso se la cultura rappresenti un sostegno o un costo. Personalmente, spero passi la mia linea».
Ovvero?
LO SFOGO ALL'ASSEMBLEA CIVITA
«A Pompei un solo punto di ristoro Code agli Uffizi, dove non accettano le carte di credito: è inaccettabile»
«Che la cultura è la risorsa del nostro Paese. Passo indispensabile, adesso, è che il consiglio dei ministri decida quale debba essere la politica in Italia per questo settore. Poi finanziatori arriveranno».
Sicuro?
«Ne ho le prove. L'esempio di Della Valle, che ha investito 25 milioni di curo nel restauro del Colosseo, è servito enormemente. Sto ricevendo moltissime richieste per realizzare progetti di portata internazionale, sono arrivati sponsor mondiali. Certo, per attirare occorre anche offrire l'eccellenza. Mentre invece...».
Invece?
«Non mi è piaciuto trovare bandi di gara peri servizi dei musei sospesi da sei anni. Il ministro è arbitro, non sostiene nessuno. Fa i bandi e l'atteggiamento giusto è rispondere. Lo dico chiaro: voglio più concorrenza e voglio servizi migliori di quelli di Pompei, dove esiste un solo punto di ristoro in 60 ettari di area archeologica, o degli Uffizi, galleria di fama planetaria dove un turista, dopo ore di fila, non può pagare con la carta di credito. Civita Servizi è la realtà più grande (partecipa a tutte e 30 le gare di appalto in corso di apertura ndr.), dia l'esempio».
Ben il 70% delle entrate dei musei statali arriva proprio da biglietteria, bookshop e attività didattica, per una cifra complessiva che, nel 2009, ha sfiorato i 145 milioni di euro: non mancheranno i concorrenti?
«La questione bandi è spinosa: li ho fatti ripartire ma, come ho detto, erano fermi da anni. Solo grazie a una maggiore concorrenza i servizi miglioreranno». Gli sfidanti, secondo l'amministratore delegato di Civita Servizi, Albino Ruberti, ci sono eccome: «Alle cordate dei soliti noti - confida - l'ultima apertura delle gare per la gestione dei servizi nei nostri musei ha prodotto la partecipazione di due realtà straniere, entrambe francesi: Rmn e Culture Espace (partecipata da Gaz De France Suez), entrambe a forte connotazione pubblica».
(dall'inviato Letizia Cini)
Defiscalizzare, quindi. Ci hanno già provato in molti, signor ministro...
«Me lo dicono tutti prendendomi in giro, ma questa volta intendo combattere la battaglia decisiva».
Punti salienti e obiettivi?
«Garantire riconoscibilità e trasparenza a ogni curo donato dai privati alla cultura e "fiscalità di vantaggio", appunto, per le imprese che impegnano parte dei loro investimenti nel settore. Occorrerà prima sconfiggere la convinzione che la cultura costi e rappresenti solo una spesa in più».
Quando e come intende passare dalla parole ai fatti?
«Il provvedimento è praticamente già pronto, ma potrò presentarlo solo quando in Italia si sarà deciso se la cultura rappresenti un sostegno o un costo. Personalmente, spero passi la mia linea».
Ovvero?
LO SFOGO ALL'ASSEMBLEA CIVITA
«A Pompei un solo punto di ristoro Code agli Uffizi, dove non accettano le carte di credito: è inaccettabile»
«Che la cultura è la risorsa del nostro Paese. Passo indispensabile, adesso, è che il consiglio dei ministri decida quale debba essere la politica in Italia per questo settore. Poi finanziatori arriveranno».
Sicuro?
«Ne ho le prove. L'esempio di Della Valle, che ha investito 25 milioni di curo nel restauro del Colosseo, è servito enormemente. Sto ricevendo moltissime richieste per realizzare progetti di portata internazionale, sono arrivati sponsor mondiali. Certo, per attirare occorre anche offrire l'eccellenza. Mentre invece...».
Invece?
«Non mi è piaciuto trovare bandi di gara peri servizi dei musei sospesi da sei anni. Il ministro è arbitro, non sostiene nessuno. Fa i bandi e l'atteggiamento giusto è rispondere. Lo dico chiaro: voglio più concorrenza e voglio servizi migliori di quelli di Pompei, dove esiste un solo punto di ristoro in 60 ettari di area archeologica, o degli Uffizi, galleria di fama planetaria dove un turista, dopo ore di fila, non può pagare con la carta di credito. Civita Servizi è la realtà più grande (partecipa a tutte e 30 le gare di appalto in corso di apertura ndr.), dia l'esempio».
Ben il 70% delle entrate dei musei statali arriva proprio da biglietteria, bookshop e attività didattica, per una cifra complessiva che, nel 2009, ha sfiorato i 145 milioni di euro: non mancheranno i concorrenti?
«La questione bandi è spinosa: li ho fatti ripartire ma, come ho detto, erano fermi da anni. Solo grazie a una maggiore concorrenza i servizi miglioreranno». Gli sfidanti, secondo l'amministratore delegato di Civita Servizi, Albino Ruberti, ci sono eccome: «Alle cordate dei soliti noti - confida - l'ultima apertura delle gare per la gestione dei servizi nei nostri musei ha prodotto la partecipazione di due realtà straniere, entrambe francesi: Rmn e Culture Espace (partecipata da Gaz De France Suez), entrambe a forte connotazione pubblica».
(dall'inviato Letizia Cini)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:20 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:20