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INTERVISTA DEL MINISTRO AL CORRIERE DEL VENETO Galan: "Il buco del Palazzo è tutta colpa di Rutelli"
Testo del comunicato
Galan: «Il buco del palazzo è tutta colpa di Rutelli»
Il ministro: «Un Leone agli italiani? Sono scaramantico»
Il «buco»? «L'hanno fatto Francesco Rutelli, Angelo Balducci e Mauro Della Giovanpaola. Nel 2007 vennero qui e ci dissero che ci facevano il palazzo del Cinema. Io e Massimo Cacciari eravamo in posizione assolutamente minoritaria». E tardo pomeriggio quando il ministro del Beni Culturali sbarca al Lido di Venezia. Alla darsena dell'Excelsior, dove poco prima i fotografi hanno urlato «Cristianaaaaaaaa» alla Capotondi, Galan scende sorridente in smoking dal motoscafo sul quale viaggiava insieme alla moglie Sandra, abito nero e scarpe Louboutin dall'inconfondibile suola rossa. Il ministro, che a Roma si è guadagnato la fama di salvatore del Fus, non ci sta a passare per Venezia per quello che, come ricorda un'impietosa foto appesa davanti al «buco» del nuovo palazzo - ha dato l'avvio al nuovo palazzo del Cinema. E alla sua prima Mostra del Cinema da titolare di via del Collegio Romano l'ex governatore si difende e attacca: «Non fu né la Regione né il Comune a volerlo. Fu il ministero di allora e noi, a Venezia, non potemmo farci proprio nulla». A stretto giro l'ex ministro Rutelli ha risposto a Galan: «Premio dello smemorato al ministro Galan che fa una nuova brutta figura Il progetto fu varato dal sindaco Cacciari, da Galan, da Rutelli e dal responsabile della Usl di Venezia Antonio Padoan. Io un anno dopo non ero più ministro, mentre Galan ha continuato a essere presidente della Regione. Il cantiere infine fu inaugurato da Bondi assieme alle autorità locali».
Ministro, ma allora come andò? «Vennero questi signori e ci dissero che volevano farci il palazzo! Figurarsi io e Cacciari .. Che potevamo fare? Poi quando sono diventato ministro ho visto che si stavano spendendo soldi inutilmente e ho detto: "fermatevi. Facciamo un piano alternativo"».
E l'avete fatto.
«Ho già ricevuto la proposta di Est Capital di Gianfranco Mossetto, e quella è la base sulla quale mi pare si possa mettere il nuovo progetto in una gara europea. Con la rivitalizzazione dei lavori fatti finora non voglio che i soldi pubblici siano stati spesi inutilmente».
Ministro, allora approva la decisione del presidente Baratta di fare i lavori di restauro della Sala Grande?
«E le pare che li avrebbero 1458 potuti fare se non l'avessi approvata? Chi è che dà i soldi alla Biennale?».
Ma il ministero non è comparso molto in questa vicenda.
«Perché io sono rispettoso delle autonomie. Ma basta che io tagli 7 milioni di fondi per lo spettacolo poi vediamo. La mossa è stata condivisa. Ora vedrò la sala dal vivo. Certamente le motivazioni che stavano alla base della decisione di fare una sala nuova sono venute me».
Ma il buco c'è e i soldi sono stati spesi. Qualcuno dovrebbe pagare per questo?
«Ce lo dirà la Corte dei Conti. Spero che non ci sia nessun danno erariale».
Che effetto le fa essere alla Biennale da ministro?
« E la mia sedicesima Biennale. Sono stato assente una sola volta quando per pura fatalità ha deciso di non venire anche Cacciari, che era sindaco. Ed è successo il finimondo! Dopo la quattordicesima o quindicesima volta uno può anche avere qualcosa di diverso da fare, o no?».
Prima era qui da presidente della Regione. L'anno scorso da ministro, ma dell'Agricoltura. Quest'anno è diverso?
«Sì. Arrivo e rappresento il governo della Repubblica, che è il titolare vero della Biennale. Tutte le passerelle che ho fatto sono state una festa. Adesso, sinceramente, non lo so».
Cosa si aspetta da questa Mostra per i film italiani?
Le piacerebbe che vincessero? «Non lo dico più, perché sono superstizioso e scaramantico peggio dei napoletani.. Penso comunque che sia già un risultato che siamo qui a chiederci se potrebbero vincere, vuol dire che il cinema italiano sta andando bene, mentre una volta non era così. Si sono fatti grandi progressi, il cinema italiano incontra i favori del pubblico, anche se forse ultimamente si è buttato troppo sulla commedia. Ma sta andando bene, non c'è dubbio».
Quanto al concorso?
«Cé una giuria internazionale che farà il suo lavoro. A me hanno detto che i nostri film sono belli, poi bisogna vedere anche gli altri, spero e credo che quelli italiani siano più belli».
Dopo la Mostra del Cinema si porrà il problema della successione a Baratta, il cui mandato scade a fine anno.
«Ci penserò finita la Mostra». Potrebbe riconfermare Baratta? /rutto è possibile, ma mi dedicherò alla decisione a Mostra finita». E Muller? Potrebbe riconfermare anche lui? «E che ne so, su...».
(Sara D'Ascenzo)
Il ministro: «Un Leone agli italiani? Sono scaramantico»
Il «buco»? «L'hanno fatto Francesco Rutelli, Angelo Balducci e Mauro Della Giovanpaola. Nel 2007 vennero qui e ci dissero che ci facevano il palazzo del Cinema. Io e Massimo Cacciari eravamo in posizione assolutamente minoritaria». E tardo pomeriggio quando il ministro del Beni Culturali sbarca al Lido di Venezia. Alla darsena dell'Excelsior, dove poco prima i fotografi hanno urlato «Cristianaaaaaaaa» alla Capotondi, Galan scende sorridente in smoking dal motoscafo sul quale viaggiava insieme alla moglie Sandra, abito nero e scarpe Louboutin dall'inconfondibile suola rossa. Il ministro, che a Roma si è guadagnato la fama di salvatore del Fus, non ci sta a passare per Venezia per quello che, come ricorda un'impietosa foto appesa davanti al «buco» del nuovo palazzo - ha dato l'avvio al nuovo palazzo del Cinema. E alla sua prima Mostra del Cinema da titolare di via del Collegio Romano l'ex governatore si difende e attacca: «Non fu né la Regione né il Comune a volerlo. Fu il ministero di allora e noi, a Venezia, non potemmo farci proprio nulla». A stretto giro l'ex ministro Rutelli ha risposto a Galan: «Premio dello smemorato al ministro Galan che fa una nuova brutta figura Il progetto fu varato dal sindaco Cacciari, da Galan, da Rutelli e dal responsabile della Usl di Venezia Antonio Padoan. Io un anno dopo non ero più ministro, mentre Galan ha continuato a essere presidente della Regione. Il cantiere infine fu inaugurato da Bondi assieme alle autorità locali».
Ministro, ma allora come andò? «Vennero questi signori e ci dissero che volevano farci il palazzo! Figurarsi io e Cacciari .. Che potevamo fare? Poi quando sono diventato ministro ho visto che si stavano spendendo soldi inutilmente e ho detto: "fermatevi. Facciamo un piano alternativo"».
E l'avete fatto.
«Ho già ricevuto la proposta di Est Capital di Gianfranco Mossetto, e quella è la base sulla quale mi pare si possa mettere il nuovo progetto in una gara europea. Con la rivitalizzazione dei lavori fatti finora non voglio che i soldi pubblici siano stati spesi inutilmente».
Ministro, allora approva la decisione del presidente Baratta di fare i lavori di restauro della Sala Grande?
«E le pare che li avrebbero 1458 potuti fare se non l'avessi approvata? Chi è che dà i soldi alla Biennale?».
Ma il ministero non è comparso molto in questa vicenda.
«Perché io sono rispettoso delle autonomie. Ma basta che io tagli 7 milioni di fondi per lo spettacolo poi vediamo. La mossa è stata condivisa. Ora vedrò la sala dal vivo. Certamente le motivazioni che stavano alla base della decisione di fare una sala nuova sono venute me».
Ma il buco c'è e i soldi sono stati spesi. Qualcuno dovrebbe pagare per questo?
«Ce lo dirà la Corte dei Conti. Spero che non ci sia nessun danno erariale».
Che effetto le fa essere alla Biennale da ministro?
« E la mia sedicesima Biennale. Sono stato assente una sola volta quando per pura fatalità ha deciso di non venire anche Cacciari, che era sindaco. Ed è successo il finimondo! Dopo la quattordicesima o quindicesima volta uno può anche avere qualcosa di diverso da fare, o no?».
Prima era qui da presidente della Regione. L'anno scorso da ministro, ma dell'Agricoltura. Quest'anno è diverso?
«Sì. Arrivo e rappresento il governo della Repubblica, che è il titolare vero della Biennale. Tutte le passerelle che ho fatto sono state una festa. Adesso, sinceramente, non lo so».
Cosa si aspetta da questa Mostra per i film italiani?
Le piacerebbe che vincessero? «Non lo dico più, perché sono superstizioso e scaramantico peggio dei napoletani.. Penso comunque che sia già un risultato che siamo qui a chiederci se potrebbero vincere, vuol dire che il cinema italiano sta andando bene, mentre una volta non era così. Si sono fatti grandi progressi, il cinema italiano incontra i favori del pubblico, anche se forse ultimamente si è buttato troppo sulla commedia. Ma sta andando bene, non c'è dubbio».
Quanto al concorso?
«Cé una giuria internazionale che farà il suo lavoro. A me hanno detto che i nostri film sono belli, poi bisogna vedere anche gli altri, spero e credo che quelli italiani siano più belli».
Dopo la Mostra del Cinema si porrà il problema della successione a Baratta, il cui mandato scade a fine anno.
«Ci penserò finita la Mostra». Potrebbe riconfermare Baratta? /rutto è possibile, ma mi dedicherò alla decisione a Mostra finita». E Muller? Potrebbe riconfermare anche lui? «E che ne so, su...».
(Sara D'Ascenzo)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:21 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:21