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Inauguriamo la nostra storia.
Testo del comunicato
5 LUGLIO 2013
INAUGURIAMO
LA NOSTRA STORIA
Pordenone/Castello di Torre
Museo Archeologico del Friuli Occidentale
Via Vittorio Veneto, 19 Torre di Pordenone
Venerdì 5 luglio 2013, ore 18.00
Bastia del Castello di Torre/Sala Conferenze
Sarà presentato venerdì 5 luglio 2013, alle ore 18.00, il completamento del nuovo allestimento del Museo Archeologico di Pordenone che ha sede nel Castello di Torre, antica dimora del conte Giuseppe di Ragogna, ultimo discendente del ramo primogenito del nobile casato.
L'apertura delle cinque ultime sale del nuovo museo conclude un lungo lavoro di progettazione, ideazione, restauro e allestimento che ha visto la stretta e proficua collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Pordenone-Museo Archeologico. Il progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti del Comune di Pordenone.
Le nuove sale riguardano in particolare l’altomedioevo, i castelli di Torre, Caneva e Meduno, il conte Giuseppe di Ragogna e infine due collezioni extraregionali.
L’altomedioevo è caratterizzato dall’allestimento di due necropoli, una di età longobarda (da Tramonti di Sotto) l’altra carolingia di cultura oltrealpina-carinziana (da Pordenone-Palazzo Ricchieri). La particolarità di queste due esposizioni consiste nel fatto che sono presentati non solo i corredi funerari ma anche i resti antropologici e l’esatto contesto di scavo così come li hanno visti gli occhi degli archeologi che li hanno scoperti e scavati.
Protette da una struttura in vetro calpestabile, le sepolture sono infatti presentate nelle loro esatte modalità di deposizione, ricreate perfettamente dalla insostituibile maestria di Sergio Salvador: in tal modo il defunto e i suoi oggetti di corredo sono nuovamente visibili nello stesso rapporto originario di connessione. Fanno da sfondo all’ambientazione funeraria due video clip che possono offrire ulteriori spunti di conoscenza e riflessione.
La sala riservata al conte Giuseppe di Ragogna vuole ricreare, con alcuni oggetti e quadri di famiglia e il mobilio superstite, un piccolo angolo della casa/studio/museo, specchio della sfaccettata ed eclettica personalità del conte. La ricca attività di ricerca, di composizione letteraria e teatrale di questa figura è lasciata invece alla documentazione di tre video tematici.
Le due collezioni extra regionali (ex voto magnogreci della collezione Coran e alcuni vasi etruschi della collezione Micheluzzi), che concludono il percorso delle 24 sale, sono inserite all’interno di un’ambientazione rispettivamente di stipe votiva magnogreca e di camera funeraria etrusca, ricostruite, sempre dalla bravura e precisione di Sergio Salvador, su indicazioni dell’archeologa Marina Rubinic, per poter offrire al visitatore l’immediato contesto di ritrovamento degli oggetti.
La piccola sezione, infine, dei castelli del Friuli comprende il castello di Torre, illustrato da alcune maquette e da un apparato multimediale, e i castelli di Caneva e Meduno. Il castello di Caneva, oggetto di alcune campagne di scavo dell’Università di Padova, e quello di Meduno, il cui scavo è stato appena avviato dal Museo Archeologico di Pordenone, sono illustrati da apparati grafici, che evidenziano soprattutto le strutture, e dai reperti più significativi che sono stati portati alla luce dalla ricerca archeologica.
Con l’apertura delle nuove sale si conclude l’allestimento del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, fondamentale luogo della memoria, dove ognuno - cittadino-scolaro-appassionato - può trovare la documentazione storica e preistorica del Friuli occidentale (ma non solo) e trarre importanti spunti di riflessione sul passato più o meno lontano.
L’elaborato lavoro di completamento del Museo ha visto la partecipazione di numerosi studiosi dei vari settori di specializzazione dell’archeologia, di funzionari della Soprintendenza Archeologica del Friuli Venezia Giulia e di docenti di storia antica e storia dell’arte: ognuno di essi ha messo a disposizione, con passione e competenza, le proprie conoscenze e i propri studi per ricostruire e disegnare un altro pezzo della storia del Friuli Occidentale.
INAUGURIAMO
LA NOSTRA STORIA
Pordenone/Castello di Torre
Museo Archeologico del Friuli Occidentale
Via Vittorio Veneto, 19 Torre di Pordenone
Venerdì 5 luglio 2013, ore 18.00
Bastia del Castello di Torre/Sala Conferenze
Sarà presentato venerdì 5 luglio 2013, alle ore 18.00, il completamento del nuovo allestimento del Museo Archeologico di Pordenone che ha sede nel Castello di Torre, antica dimora del conte Giuseppe di Ragogna, ultimo discendente del ramo primogenito del nobile casato.
L'apertura delle cinque ultime sale del nuovo museo conclude un lungo lavoro di progettazione, ideazione, restauro e allestimento che ha visto la stretta e proficua collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Pordenone-Museo Archeologico. Il progetto è stato reso possibile grazie ai finanziamenti del Comune di Pordenone.
Le nuove sale riguardano in particolare l’altomedioevo, i castelli di Torre, Caneva e Meduno, il conte Giuseppe di Ragogna e infine due collezioni extraregionali.
L’altomedioevo è caratterizzato dall’allestimento di due necropoli, una di età longobarda (da Tramonti di Sotto) l’altra carolingia di cultura oltrealpina-carinziana (da Pordenone-Palazzo Ricchieri). La particolarità di queste due esposizioni consiste nel fatto che sono presentati non solo i corredi funerari ma anche i resti antropologici e l’esatto contesto di scavo così come li hanno visti gli occhi degli archeologi che li hanno scoperti e scavati.
Protette da una struttura in vetro calpestabile, le sepolture sono infatti presentate nelle loro esatte modalità di deposizione, ricreate perfettamente dalla insostituibile maestria di Sergio Salvador: in tal modo il defunto e i suoi oggetti di corredo sono nuovamente visibili nello stesso rapporto originario di connessione. Fanno da sfondo all’ambientazione funeraria due video clip che possono offrire ulteriori spunti di conoscenza e riflessione.
La sala riservata al conte Giuseppe di Ragogna vuole ricreare, con alcuni oggetti e quadri di famiglia e il mobilio superstite, un piccolo angolo della casa/studio/museo, specchio della sfaccettata ed eclettica personalità del conte. La ricca attività di ricerca, di composizione letteraria e teatrale di questa figura è lasciata invece alla documentazione di tre video tematici.
Le due collezioni extra regionali (ex voto magnogreci della collezione Coran e alcuni vasi etruschi della collezione Micheluzzi), che concludono il percorso delle 24 sale, sono inserite all’interno di un’ambientazione rispettivamente di stipe votiva magnogreca e di camera funeraria etrusca, ricostruite, sempre dalla bravura e precisione di Sergio Salvador, su indicazioni dell’archeologa Marina Rubinic, per poter offrire al visitatore l’immediato contesto di ritrovamento degli oggetti.
La piccola sezione, infine, dei castelli del Friuli comprende il castello di Torre, illustrato da alcune maquette e da un apparato multimediale, e i castelli di Caneva e Meduno. Il castello di Caneva, oggetto di alcune campagne di scavo dell’Università di Padova, e quello di Meduno, il cui scavo è stato appena avviato dal Museo Archeologico di Pordenone, sono illustrati da apparati grafici, che evidenziano soprattutto le strutture, e dai reperti più significativi che sono stati portati alla luce dalla ricerca archeologica.
Con l’apertura delle nuove sale si conclude l’allestimento del Museo Archeologico del Friuli Occidentale, fondamentale luogo della memoria, dove ognuno - cittadino-scolaro-appassionato - può trovare la documentazione storica e preistorica del Friuli occidentale (ma non solo) e trarre importanti spunti di riflessione sul passato più o meno lontano.
L’elaborato lavoro di completamento del Museo ha visto la partecipazione di numerosi studiosi dei vari settori di specializzazione dell’archeologia, di funzionari della Soprintendenza Archeologica del Friuli Venezia Giulia e di docenti di storia antica e storia dell’arte: ognuno di essi ha messo a disposizione, con passione e competenza, le proprie conoscenze e i propri studi per ricostruire e disegnare un altro pezzo della storia del Friuli Occidentale.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:32 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:32