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Il mestiere dell'archeologo. Conferenza di Luana Cenciaioli
Testo del comunicato
Proseguono al Museo archeologico nazionale dell’Umbria gli appuntamenti del ciclo “ Il mestiere dell’archeologo”. I rapporti tra Roma e Perugia dall’età tardo repubblicana a quella tardo imperiale, anche alla luce delle testimonianze giunte dal passato, sono stati al centro della conferenza di Luana Cenciaioli, direttrice del MANU, che si è soffermata, in particolare, sul ruolo delle maestranze, sull’artigianato, sui manufatti. L’esito del bellum perusinum del 41 – 40 a. C. porta alla sottomissione di Perugia. L’incendio del 41 a.C. costituisce l'occasione per un nuovo fervore edilizio, pur nella sostanziale permanenza dell'assetto viario etrusco. Augusto restituisce alla città parte dell'antico splendore, consentendole di fregiarsi del titolo di Augusta Perusia. In età imperiale la città si espande ben oltre la cinta etrusca, come testimoniano l'anfiteatro, il tempio di Marte o il mosaico di cento mq, scoperto nel 1875 nel luogo dove sorgeva la chiesa medievale di Santa Elisabetta e raffigurante il mito di Orfeo, con quaranta animali disposti in cinque file. La più importante via di comunicazione con Roma resta il Tevere insieme alla via Amerina. I commerci sono molto intensi e mentre Perugia rifornisce Roma di prodotti della terra, frumento e legname, da Roma giungono maestranze per costruire opere pubbliche. Oltre ai mosaici, i manufatti più importanti sono costituiti da elementi lapidei, capitelli, basi di colonna per monumenti pubblici e privati. Esempi si trovano al Tempio di S. Angelo e nella basilica di S.Pietro. A questo quadro vanno aggiunti i sarcofagi, tra cui quello strigilato con leoni risalente al 250-260 d.C. rinvenuto nel 1600 e utilizzato come mensa d’altare nella chiesa di S.Ercolano.