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"IL FREGIO DI GIULIO ARISTIDE SARTORIO"
Testo del comunicato
"Io sono stato fortunato. Proprio quando mi sentivo maturo
per un'opera più grande, appena giunto ad
esprimere meglio quel che sento e che vedo dentro di me,
ho avutol'incarico di questo lavoro che mi fa,
vibrare e lavorare e pensare con lo slancio e
l'entusiasmo di un giovane di vent'anni.
Nessuna grande decorazione avrebbe potuto appagarmi come
questa, nessun'altra avrebbe potuto offrire sì
largo campo alla mia mano" (G. Aristide Sartorio).
La Camera dei deputati promuove la Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio" che sarà inaugurata, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 15 maggio alle ore 17,00, dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Interverrà il Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli.)
La Mostra è organizzata in occasione del restauro del Fregio che Giulio Aristide Sartorio realizzò tra il 1908 e il 1912 per l'Aula della Camera dei Deputati. Il restauro sarà completato entro agosto 2007 dopo il delicato intervento iniziato nell'agosto 2006.
L'esposizione, a cura di Renato Miracco, permetterà dal 16 maggio al 20 luglio 2007 a studiosi e grande pubblico di ammirare per la prima volta da vicino 21 dei 50 pannelli del Fregio, prima che vengano ricollocati nell'emiciclo dell'Aula. Oltre ai pannelli sarà possibile ammirare i bozzetti preparatori del Fregio ed altre opere che documentano la vita e l'attività artistica di Sartorio.
Realizzato sotto la direzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, il restauro delle grandi tele alte poco meno di 4 metri e posizionate a circa 19 metri dal piano dell'Aula, si è reso necessario a causa delle condizioni di degrado riscontrate in maniera diffusa per il deposito di polveri, la caduta di parti di materia pittorica e la grande quantità di microlesioni presenti.
Nella Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio", che permette di ridisegnare la figura di Sartorio tra approdi simbolisti, adesioni preraffaellite, fino ad un antesignano uso dei nuovi mezzi di riproduzione del reale quali la fotografia e l'esperienza cinematografica, accanto ai pannelli restaurati saranno esposti per la prima volta tutti i bozzetti preparatori del Fregio che ne testimoniano la travagliata esecuzione, il modellino lungo 4 metri ed alto solo 27 centimetri che fu il campione presentato dall'artista per l'approvazione del progetto, le lastre fotografiche del pittore, le foto dei suoi modelli e le sue sculture LA MOSTRA
"Nessun pittore nostro, forse sarebbe in grado di darci oggi una più larga e più forte visione lirica del popolo italiano. Il lavoro avrà grandi proporzioni: 500 mq animati con circa 300 tra figure e cavalli, lo sviluppo sarà di 110 mq. E si distingueranno due parti: una curva, che segue il lato dell'emiciclo, e una in piano, lungo la parete diametrale. Sull'emiciclo, la visione lirica del popolo italiano. Trasportando ogni sera, con le proiezioni dalle diapositive del suo bozzetto, sulla vasta tela i contorni delle figure da dipingere il giorno dopo, ha eseguito il fregio in trenta mesi".
Con queste parole Ugo Ojetti saluta l'impegnativo lavoro che Giulio Aristide Sartorio (Roma,1860-1932) stava compiendo per affrescare il grande Fregio che decora il Parlamento Italiano. Ingegnoso il sistema inventato dall'artista per l'ottimizzazione del tempo tramite l'ausilio della tecnica di riproduzione fotografica. Sartorio è in pieno uomo della modernità a cavallo di due secoli diversissimi tra loro ed in cui, per la prima volta, la Scienza ha notevolmente influenzato l'Arte.
Nella Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio" trapelano quei caratteri di unicità che fanno del pittore un personaggio fondamentale dell'Arte Moderna. Costante nell'esperienza di Sartorio è,infatti, l'idea di ricerca, di progresso, di ricostruzione di una storia italica che sfocerà nella completezza storica data ai grandi cicli di decorazione come testimoniato proprio dal Fregio.
La Mostra farà scoprire, inoltre, l'abilità tecnica di Sartorio che, prevedendo una luce dall'alto, predilige l'uso dei bianchi nella parte superiore del dipinto; allo stesso modo le Virtù Simboliche viste da vicino possono sembrare "mostruose" mentre da lontano assumono una incredibile ieraticità.
"Noi viviamo nei sensi, oltre i sensi sta il buio insondabile, e l'arte che raffigura i sensi è la migliore esportatrice della vita, la fa tollerare e amare." Così Giulio Aristide Sartorio, nel 1922, nel suo libro "Flores et Humus. Conversazioni d'arte." E davvero l'Arte permea di bellezza e significati la vita del pittore romano, che ad essa affida i suoi vagheggiamenti etici ed estetici, l'ansia di ricostruzione della storia italica e l'aspirazione alla trascendenza. Figura complessa e paradigmatica del panorama artistico-sociale dell'Italia di fine Ottocento ed inizio Novecento, con la sua singolare esuberanza pittorica e intellettuale Sartorio mirabilmente rappresenta un particolare momento artistico del nostro Paese, sospeso fra l'aspirazione al rinnovamento di una gloriosa e secolare tradizione e lo slancio verso la modernità e le sue più originali manifestazioni.
Sartorio è da una parte uomo del passato, accademico e tradizionalista, fatalmente attratto dai miti della nostra Rinascenza, ma dall'altra è uomo della modernità, sensibile ai mutamenti del presente, capace di tramutare il linguaggio ottocentesco in una cifra stilistica nuova, figlia del secolo a venire.
IL FREGIO
"Per il Fregio del Parlamento Sartorio si vantava tranquillo di aver dipinto in 930 giorni 285 figure di uomini ed animali su 450 metri di tela. Teneva questa tela avvolta sopra un rullo dritto e la tela dipinta faceva ogni settimana un passo." Così, alla morte dell'artista, scrive Ugo Ojetti sul Corriere della Sera il 6 ottobre del 1932.
Sartorio si prepara puntigliosamente alla realizzazione dell'opera che, nel rispetto della bi-dimensionalità della parete, celebra epicamente la storia d'Italia, dall'età comunale al Risorgimento: studia al British Museum di Londra i marmi del Partenone e i Trionfi di Andrea Mantegna ad Hampton Court. Sperimenta soluzioni nuove sia nella tecnica pittorica sia nella composizione: allo studio dei modelli dal vero alterna l'uso pionieristico della fotografia. Per l'abbozzo dell'opera sulle grandi tele proietta diapositive dei bozzetti e disegni già elaborati, componendo una complessa coreografia di 200 figure. La preparazione e l'esecuzione dell'opera impegnano l'artista dal 1908 al 1912. L'architetto della Nuova Ala del Parlamento è Ernesto Basile che designa Sartorio, non senza polemiche "proprio artista di fiducia".
Nel lato rettilineo dell'Aula sono illustrate le vicende epiche del popolo italiano ed il Risorgimento. Il sole della libertà occupa il centro della figurazione; ai lati, scorci arditi e nodi plastici di corpi scultorei avviluppati, danno forma alle lotte contro i barbari e alle Furie; a queste figure dalla valenza negativa e violenta si contrappone il giovane popolo italiano con i suoi fulgidi valori positivi.
Nell'emiciclo dell'Aula la complessa iconografia del Fregio e la sontuosa pittura celebrano i valori costitutivi della tradizione del popolo italiano. Al centro l'Italia, giovane donna "dall'espressione serena" su una quadriga retta dai Dioscuri; alle sue spalle un disco di luce simboleggia il luminoso futuro. La superficie di fondo della figurazione è costituita da un'alta zoccolatura marmorea e fa da cornice, in uno spazio ristretto in profondità, alle immagini che si animano e si staccano dal fondo. Il colore, tenuto nei toni bassi delle terre, dà il senso della vita che si anima: la civiltà del popolo italiano dopo l'unità d
per un'opera più grande, appena giunto ad
esprimere meglio quel che sento e che vedo dentro di me,
ho avutol'incarico di questo lavoro che mi fa,
vibrare e lavorare e pensare con lo slancio e
l'entusiasmo di un giovane di vent'anni.
Nessuna grande decorazione avrebbe potuto appagarmi come
questa, nessun'altra avrebbe potuto offrire sì
largo campo alla mia mano" (G. Aristide Sartorio).
La Camera dei deputati promuove la Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio" che sarà inaugurata, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 15 maggio alle ore 17,00, dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Interverrà il Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli.)
La Mostra è organizzata in occasione del restauro del Fregio che Giulio Aristide Sartorio realizzò tra il 1908 e il 1912 per l'Aula della Camera dei Deputati. Il restauro sarà completato entro agosto 2007 dopo il delicato intervento iniziato nell'agosto 2006.
L'esposizione, a cura di Renato Miracco, permetterà dal 16 maggio al 20 luglio 2007 a studiosi e grande pubblico di ammirare per la prima volta da vicino 21 dei 50 pannelli del Fregio, prima che vengano ricollocati nell'emiciclo dell'Aula. Oltre ai pannelli sarà possibile ammirare i bozzetti preparatori del Fregio ed altre opere che documentano la vita e l'attività artistica di Sartorio.
Realizzato sotto la direzione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio, il restauro delle grandi tele alte poco meno di 4 metri e posizionate a circa 19 metri dal piano dell'Aula, si è reso necessario a causa delle condizioni di degrado riscontrate in maniera diffusa per il deposito di polveri, la caduta di parti di materia pittorica e la grande quantità di microlesioni presenti.
Nella Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio", che permette di ridisegnare la figura di Sartorio tra approdi simbolisti, adesioni preraffaellite, fino ad un antesignano uso dei nuovi mezzi di riproduzione del reale quali la fotografia e l'esperienza cinematografica, accanto ai pannelli restaurati saranno esposti per la prima volta tutti i bozzetti preparatori del Fregio che ne testimoniano la travagliata esecuzione, il modellino lungo 4 metri ed alto solo 27 centimetri che fu il campione presentato dall'artista per l'approvazione del progetto, le lastre fotografiche del pittore, le foto dei suoi modelli e le sue sculture LA MOSTRA
"Nessun pittore nostro, forse sarebbe in grado di darci oggi una più larga e più forte visione lirica del popolo italiano. Il lavoro avrà grandi proporzioni: 500 mq animati con circa 300 tra figure e cavalli, lo sviluppo sarà di 110 mq. E si distingueranno due parti: una curva, che segue il lato dell'emiciclo, e una in piano, lungo la parete diametrale. Sull'emiciclo, la visione lirica del popolo italiano. Trasportando ogni sera, con le proiezioni dalle diapositive del suo bozzetto, sulla vasta tela i contorni delle figure da dipingere il giorno dopo, ha eseguito il fregio in trenta mesi".
Con queste parole Ugo Ojetti saluta l'impegnativo lavoro che Giulio Aristide Sartorio (Roma,1860-1932) stava compiendo per affrescare il grande Fregio che decora il Parlamento Italiano. Ingegnoso il sistema inventato dall'artista per l'ottimizzazione del tempo tramite l'ausilio della tecnica di riproduzione fotografica. Sartorio è in pieno uomo della modernità a cavallo di due secoli diversissimi tra loro ed in cui, per la prima volta, la Scienza ha notevolmente influenzato l'Arte.
Nella Mostra "Il Fregio di Giulio Aristide Sartorio" trapelano quei caratteri di unicità che fanno del pittore un personaggio fondamentale dell'Arte Moderna. Costante nell'esperienza di Sartorio è,infatti, l'idea di ricerca, di progresso, di ricostruzione di una storia italica che sfocerà nella completezza storica data ai grandi cicli di decorazione come testimoniato proprio dal Fregio.
La Mostra farà scoprire, inoltre, l'abilità tecnica di Sartorio che, prevedendo una luce dall'alto, predilige l'uso dei bianchi nella parte superiore del dipinto; allo stesso modo le Virtù Simboliche viste da vicino possono sembrare "mostruose" mentre da lontano assumono una incredibile ieraticità.
"Noi viviamo nei sensi, oltre i sensi sta il buio insondabile, e l'arte che raffigura i sensi è la migliore esportatrice della vita, la fa tollerare e amare." Così Giulio Aristide Sartorio, nel 1922, nel suo libro "Flores et Humus. Conversazioni d'arte." E davvero l'Arte permea di bellezza e significati la vita del pittore romano, che ad essa affida i suoi vagheggiamenti etici ed estetici, l'ansia di ricostruzione della storia italica e l'aspirazione alla trascendenza. Figura complessa e paradigmatica del panorama artistico-sociale dell'Italia di fine Ottocento ed inizio Novecento, con la sua singolare esuberanza pittorica e intellettuale Sartorio mirabilmente rappresenta un particolare momento artistico del nostro Paese, sospeso fra l'aspirazione al rinnovamento di una gloriosa e secolare tradizione e lo slancio verso la modernità e le sue più originali manifestazioni.
Sartorio è da una parte uomo del passato, accademico e tradizionalista, fatalmente attratto dai miti della nostra Rinascenza, ma dall'altra è uomo della modernità, sensibile ai mutamenti del presente, capace di tramutare il linguaggio ottocentesco in una cifra stilistica nuova, figlia del secolo a venire.
IL FREGIO
"Per il Fregio del Parlamento Sartorio si vantava tranquillo di aver dipinto in 930 giorni 285 figure di uomini ed animali su 450 metri di tela. Teneva questa tela avvolta sopra un rullo dritto e la tela dipinta faceva ogni settimana un passo." Così, alla morte dell'artista, scrive Ugo Ojetti sul Corriere della Sera il 6 ottobre del 1932.
Sartorio si prepara puntigliosamente alla realizzazione dell'opera che, nel rispetto della bi-dimensionalità della parete, celebra epicamente la storia d'Italia, dall'età comunale al Risorgimento: studia al British Museum di Londra i marmi del Partenone e i Trionfi di Andrea Mantegna ad Hampton Court. Sperimenta soluzioni nuove sia nella tecnica pittorica sia nella composizione: allo studio dei modelli dal vero alterna l'uso pionieristico della fotografia. Per l'abbozzo dell'opera sulle grandi tele proietta diapositive dei bozzetti e disegni già elaborati, componendo una complessa coreografia di 200 figure. La preparazione e l'esecuzione dell'opera impegnano l'artista dal 1908 al 1912. L'architetto della Nuova Ala del Parlamento è Ernesto Basile che designa Sartorio, non senza polemiche "proprio artista di fiducia".
Nel lato rettilineo dell'Aula sono illustrate le vicende epiche del popolo italiano ed il Risorgimento. Il sole della libertà occupa il centro della figurazione; ai lati, scorci arditi e nodi plastici di corpi scultorei avviluppati, danno forma alle lotte contro i barbari e alle Furie; a queste figure dalla valenza negativa e violenta si contrappone il giovane popolo italiano con i suoi fulgidi valori positivi.
Nell'emiciclo dell'Aula la complessa iconografia del Fregio e la sontuosa pittura celebrano i valori costitutivi della tradizione del popolo italiano. Al centro l'Italia, giovane donna "dall'espressione serena" su una quadriga retta dai Dioscuri; alle sue spalle un disco di luce simboleggia il luminoso futuro. La superficie di fondo della figurazione è costituita da un'alta zoccolatura marmorea e fa da cornice, in uno spazio ristretto in profondità, alle immagini che si animano e si staccano dal fondo. Il colore, tenuto nei toni bassi delle terre, dà il senso della vita che si anima: la civiltà del popolo italiano dopo l'unità d
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:37 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:37