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Il discorso del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, alle celebrazioni di Quarto per i 150 anni della spedizione dei Mille Il discorso del Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, alle celebrazioni di Quarto
Testo del comunicato
“Oggi, da questo luogo carico di memorie iniziano di fatto le celebrazioni per il 150 anniversario dell’unità d’Italia. Nel programma che è stato approvato dal consiglio dei ministri e dal comitato dei garanti c’è appunto una parte dedicata ai Luoghi della Memoria, che innanzitutto abbiamo il dovere di non lasciare nell’incuria, ma trattare con decoro e rispetto, facendoli diventare luoghi visitabili, luoghi confidenziali e cari alla nostra comunità. Senza la memoria del nostro passato, della nostra storia, della nostra cultura, senza la memoria delle vicende storiche che hanno portato all’unità d’Italia, saremmo tutti più deboli, poveri e soli di fronte al futuro. L’unità d’Italia non ha 150 anni, è una storia millenaria, frutto di una civiltà e di una tradizione senza paragoni, che in gran parte affonda le proprie radici nella storia della civiltà cristiana. Siamo nazione, popolo, comunità culturale e spirituale italiana prima ancora della conquista dell’unità dello Stato italiano. La nostra storia è unica perché da un lato, dall’impero romano, dal cristianesimo, fino al Rinascimento e all’umanesimo, la nostra storia è una storia dai significati e dagli influssi universali, e dall’altro lato, la caratteristica del nostro Paese – come scriveva don Gianni - è di avere storie diverse. Sono appunto queste storie diverse, questa pluralità e questa ricchezza incredibile di storie, che hanno prodotto il patrimonio culturale per cui siamo ammirati nel mondo, e che hanno reso grande l’Italia. Perciò nel programma delle celebrazioni abbiamo previsto delle iniziative che consentiranno di dare valore alle differenze e far sì che ogni frammento dell’universo italiano trovi il modo di valorizzare se stesso, secondo il principio del federalismo. Tutto questo però nel più rigoroso rispetto dell'unità e dell'autorità dello Stato nazionale. I Mille del 5 maggio 1860 provenivano dalle cento città d’Italia che volevano affermare la libertà di scegliere il proprio destino, e che portavano nel cuore l’idea di un’Italia unita. Sapevano di andare a combattere un esercito dove certamente c’erano tanti mercenari stranieri, ma anche tanti fratelli italiani. La consapevolezza e la sofferenza per questo doloroso passaggio al quale conduceva la storia del nostro Paese è presente in tutte le pagine di memorie di Garibaldi, di Giuseppe Bandi, Alberto Mario, Giuseppe Cesare Abba. Quella dei Mille è una delle pagine più belle del nostro Risorgimento, in cui epica, sentimento nazionale, ardore patriottico, disinteresse fino al sacrificio della propria vita si fondono e cambiano il corso della nostra storia. Questo monumento di Eugenio Baroni, di cui oggi inauguriamo il completo restauro, è pieno di forza ed energia nel suo rivolgersi al mare, come un’onda di movimento della volontà umana di fronte alla vastità della natura e del tempo. Una tragica coincidenza fece sì che venne inaugurato il 5 maggio del 1915, alla vigilia di una guerra terribile, vissuta dagli italiani come quarta guerra d’indipendenza, ma che si trasformò ben presto nell’immensa tragedia della civiltà europea che ha attraversato e segnato tutto il Novecento. Qui Gabriele D’Annunzio fece uno dei suoi più infiammati discorsi per spingere l’Italia a entrare in guerra, ispirandosi agli eroi dei Mille in un furore nazionalistico che perà non era presente nell’afflato umanitario dei volontari del 1860. Il Governo della Repubblica che ho l’onore di rappresentare, d’intesa con il Presidente della Repubblica, ha deciso che qui, dallo scoglio di Quarto, inizino di fatto le celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia. E’ stato il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, al quale dobbiamo riconoscere il merito di avere operato per educare le nuove generazioni all’amore per la Patria, a suggerirci questa scelta e a sottolineare come fosse un dovere degli italiani compiere, 150 anni dopo, la promessa fatta a Garibaldi che un giorno sullo scoglio di quarto sarebbero stati incisi i nomi dei mille per “segnalarli alla Nazione”. Tra pochi mesi, entro l’estate, la lastra di 30 metri con i 1089 nomi dei Mille che sbarcarono a Marsala sarà compiuta. La sua presenza a questa cerimonia, signor Presidente, è particolarmente significativa e importante, perché in questi anni Ella non ha mai trascurato di ricordare a tutti il valore della memoria e dell’unità nazionale come condizione essenziale per consolidare la nostra democrazia, per rafforzare la coesione nazionale e per affrontare le sfide che riguardano il futuro dell’Italia. Il programma per il 150° dell’Unità d’Italia prevede circa 300 interventi in luoghi come questo. Trasformeremo in spazi espositivi moderni, come già esistono in Francia e Germania, luoghi della memoria quali Porta San Pancrazio, Caprera, la Domus Mazziniana di Pisa, lo stesso Museo Centrale del Risorgimento. Restaureremo i memoriali di Solferino e San Martino, Custoza, Palestro. Statue di decine di eroi e personaggi storici, soprattutto di giovani, dei quali oggi rischiamo di perdere la memoria e il lascito morale. Abbiamo realizzato un programma seguendo tutte le indicazioni che ci sono giunte dal Comitato dei Garanti, che si è espresso formalmente con tre pareri positivi sul nostro programma e a questo ci atterremo nella fase di attuazione, che oggi prende il via. Come sapete il Presidente Ciampi, a cui tutti dobbiamo un sincero ringraziamento per il suo impegno indefesso e appassionato a favore dei valori della Patria, ha lasciato l’incarico di presidente del Comitato dei Garanti per ragioni di salute. Crediamo che la persona giusta per sostituirlo e per ricoprire questo ruolo sia il Prof. Giuliano Amato, che sono certo saprà rappresentare con altrettanto fervore e autorevolezza il comitato dei garanti. Sono lieto di annunciare anche l’adesione al Comitato dei Garanti dei Professori Andrea Riccardi, Giovanni Sabatucci e Giovanni Toniolo. Voglio ribadire anche in questa solenne occasione che il Governo è impegnato con convinzione in questa azione. Il Presidente del Consiglio e il dottor Letta desiderano attribuire un alto valore politico e civile a questo anniversario. A questo riguardo desidero annunciare la mia intenzione di proporre al Consiglio dei Ministri di proclamare il 17 marzo del 2011 festa nazionale, come proposto dal Comitato dei Garanti. Per tutte queste ragioni ho personalmente sofferto per critiche ingiuste, pretestuose che sono giunte a un lavoro che abbiamo perseguito in questi mesi senza enfasi, con sobrietà, senza retorica, ma con la ferma e sicura coscienza che la memoria del nostro passato non può essere dispersa. Certo, celebrare vuol dire anche discutere, con mente aperta, di un processo storico non privo di contraddizioni, ricco di situazioni che fecero prendere indirizzi che non erano scontati. Lo faremo suscitando il dibattito e offrendo spazio a tutti gli indirizzi di interpretazione dei fatti. Ma oggi non è il momento della riflessione critica. Oggi dobbiamo solo rivolgere un pensiero riconoscente alla passione, alla forza, al coraggio di quei Mille che partirono da questo scoglio, insieme a Giuseppe Garibaldi, “in una notte stellata, tranquilla, solenne…” il 5 maggio di 150 anni fa, con una idea nel cuore: l’Italia”.
Roma, 5 maggio 2010
Ufficio Stampa - MiBAC
tel. 066723.2261 .2262
Roma, 5 maggio 2010
Ufficio Stampa - MiBAC
tel. 066723.2261 .2262
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:49 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:49