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I CARABINIERI PER LA TUTELA DEL PATRIMONIO CULTURALE RECUPERANO PRESTIGIOSE OPERE DI INESTIMABILE VALORE STORICO E ARTISTISCO, ILLECITAMENTE ESPORTATE DAL TERRITORIO NAZIONALE.
Testo del comunicato
I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale di Roma, al termine di una complessa ed articolata attività investigativa, hanno denunciato:
- 13 persone, di cui 1 in stato di arresto, alla Procura della Repubblica di Roma, poiché responsabili di associazione per delinquere finalizzata al falso ideologico ed all’esportazione illecita di prestigiosi beni culturali nazionali;
- 2 persone alla Procura della Repubblica di Firenze, per concorso in falsità ideologica ed esportazione illecita;
- 2 persone alla Procura della Repubblica di Genova, per concorso in falsità ideologica ed esportazione illecita.
Durante le indagini, protrattesi per 5 anni, sono stati individuati 36 dipinti antichi, provento di esportazione illecita consumata tra il 2005 e il 2011 ed appartenenti a private collezioni del Lazio, della Toscana e di un ente ecclesiastico di Roma. Di tali beni, 14 sono stati già sequestrati in Italia ed all’estero (due ancora da rimpatriare), il cui valore commerciale ammonta a circa quaranta milioni di euro, 5 già rintracciati sono in attesa di essere sequestrati e 17, che allo stato non sono stati ancora localizzati, sono gravati da decreto di sequestro nazionale ed internazionale.
Tra le opere spiccano per prestigio:
• un dipinto tempera su tavola - fondo oro, attribuito all’artista Giovanni da Pisa (1326-1358), raffigurante “Santo francescano”, di cm. 40 x 20 circa;
• un dipinto tempera su tavola – fondo oro, attribuito al Maestro di Pacino, raffigurante “San Giuliano e Santo Vescovo”, di cm 95 x 44 circa;
• un dipinto tempera su tavola – fondo oro, attribuito al Maestro della Cappella Bracciolini, raffigurante “Madonna con Bambino e quattro Santi”, di cm 80 x 40 circa;
• un dipinto olio su tela, attribuito all’artista Baldassarre Franceschini detto il Volterrano (Volterra 1611-Firenze 1690), raffigurante “Sant’Agnese”, di cm 72 x 56 circa;
• un dipinto olio su tavola fondo oro, attribuito all’artista Lorenzo Monaco, raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, di cm 87,5 x 50,5 x 2,3 circa;
• un dipinto olio su tela a forma di croce, attribuito all’artista Antonio Allegri detto il Correggio (Correggio, agosto 1489 – Correggio, 5 marzo 1534), raffigurante “la natività”, di cm 72 x 97 circa;
• un dipinto olio su rame, attribuito all’artista Lelio Orsi, raffigurante “Leda e il cigno”, di cm 42,2 x 30,2 circa;
• un dipinto olio su tavola, attribuito all’artista Barnaba da Modena, raffigurante “Santa Caterina”, di cm. 102 x 38 circa;
• un dipinto olio su tavola, attribuito all’artista Barnaba da Modena, raffigurante “Sant’Antonio Abate”, di cm. 57 x 37 circa;
• un trittico su tavola, attribuito all’artista Giovanni da Gaeta, raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, di cm. 64.5 x 57.5 circa (composto da un pannello centrale di cm. 29 x 64.5 e da due pannelli laterali di cm. 14 x 64.5 circa).
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, ed in parte proseguite sotto la direzione delle Autorità Giudiziarie di Firenze e di Genova, sono state avviate nel 2007, allorquando nel Regno Unito, nella disponibilità di un noto antiquario londinese, anch’egli denunciato, sono state individuate due rare opere di Francesco Guardi (1678 - 1716), prestigioso artista veneziano:
- un dipinto olio su tela, raffigurante “andata del Bucintoro verso San Nicolò al Lido”, dimensioni cm 50 x 80 circa;
- un dipinto olio su tela, raffigurante “ritorno del Bucintoro verso Palazzo Ducale”, dimensioni cm 50 x 80 circa.
Dalla prima analisi è emerso che le opere, provenienti da un’inedita collezione privata italiana, erano state illecitamente esportate all’estero senza la prescritta autorizzazione dell’Ufficio esportazione di Roma. Il prosieguo dell’attività ha messo in luce l’esistenza di un’insospettabile rete di professionisti (commercianti di settore, imprenditori, banchieri, restauratori, spedizionieri e funzionari ministeriali) i quali, scientificamente e con una ben precisa ripartizione dei ruoli, avevano organizzato, ed ormai ben avviato, un florido commercio di preziose opere italiane all’estero; attività illecita essenzialmente sostanziatasi ne:
- individuazione ed acquisto in Italia di opere d’arte inedite;
- finanziamento delle operazioni attraverso la creazione ad hoc di società offshore all’estero (Isola di Madeira, Isola di Mann, Lussemburgo);
- creazione di falsa documentazione attestante la provenienza delle opere dall’estero, per mistificarne la provenienza italiana;
- ottenimento di certificati di libera circolazione per la vendita all’estero, privi di alcun vaglio dell’ufficio esportazione, trattandosi di opere su cui, proprio poiché ufficialmente provenienti dall’estero, non è consentito allo Stato italiano l’esercizio di diritto alcuno (prelazione, diniego, notifica);
- trasferimento definitivo delle opere all’estero per la vendita.
fonte dati:
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Reparto Operativo
- 13 persone, di cui 1 in stato di arresto, alla Procura della Repubblica di Roma, poiché responsabili di associazione per delinquere finalizzata al falso ideologico ed all’esportazione illecita di prestigiosi beni culturali nazionali;
- 2 persone alla Procura della Repubblica di Firenze, per concorso in falsità ideologica ed esportazione illecita;
- 2 persone alla Procura della Repubblica di Genova, per concorso in falsità ideologica ed esportazione illecita.
Durante le indagini, protrattesi per 5 anni, sono stati individuati 36 dipinti antichi, provento di esportazione illecita consumata tra il 2005 e il 2011 ed appartenenti a private collezioni del Lazio, della Toscana e di un ente ecclesiastico di Roma. Di tali beni, 14 sono stati già sequestrati in Italia ed all’estero (due ancora da rimpatriare), il cui valore commerciale ammonta a circa quaranta milioni di euro, 5 già rintracciati sono in attesa di essere sequestrati e 17, che allo stato non sono stati ancora localizzati, sono gravati da decreto di sequestro nazionale ed internazionale.
Tra le opere spiccano per prestigio:
• un dipinto tempera su tavola - fondo oro, attribuito all’artista Giovanni da Pisa (1326-1358), raffigurante “Santo francescano”, di cm. 40 x 20 circa;
• un dipinto tempera su tavola – fondo oro, attribuito al Maestro di Pacino, raffigurante “San Giuliano e Santo Vescovo”, di cm 95 x 44 circa;
• un dipinto tempera su tavola – fondo oro, attribuito al Maestro della Cappella Bracciolini, raffigurante “Madonna con Bambino e quattro Santi”, di cm 80 x 40 circa;
• un dipinto olio su tela, attribuito all’artista Baldassarre Franceschini detto il Volterrano (Volterra 1611-Firenze 1690), raffigurante “Sant’Agnese”, di cm 72 x 56 circa;
• un dipinto olio su tavola fondo oro, attribuito all’artista Lorenzo Monaco, raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, di cm 87,5 x 50,5 x 2,3 circa;
• un dipinto olio su tela a forma di croce, attribuito all’artista Antonio Allegri detto il Correggio (Correggio, agosto 1489 – Correggio, 5 marzo 1534), raffigurante “la natività”, di cm 72 x 97 circa;
• un dipinto olio su rame, attribuito all’artista Lelio Orsi, raffigurante “Leda e il cigno”, di cm 42,2 x 30,2 circa;
• un dipinto olio su tavola, attribuito all’artista Barnaba da Modena, raffigurante “Santa Caterina”, di cm. 102 x 38 circa;
• un dipinto olio su tavola, attribuito all’artista Barnaba da Modena, raffigurante “Sant’Antonio Abate”, di cm. 57 x 37 circa;
• un trittico su tavola, attribuito all’artista Giovanni da Gaeta, raffigurante “Madonna con Bambino e Santi”, di cm. 64.5 x 57.5 circa (composto da un pannello centrale di cm. 29 x 64.5 e da due pannelli laterali di cm. 14 x 64.5 circa).
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, ed in parte proseguite sotto la direzione delle Autorità Giudiziarie di Firenze e di Genova, sono state avviate nel 2007, allorquando nel Regno Unito, nella disponibilità di un noto antiquario londinese, anch’egli denunciato, sono state individuate due rare opere di Francesco Guardi (1678 - 1716), prestigioso artista veneziano:
- un dipinto olio su tela, raffigurante “andata del Bucintoro verso San Nicolò al Lido”, dimensioni cm 50 x 80 circa;
- un dipinto olio su tela, raffigurante “ritorno del Bucintoro verso Palazzo Ducale”, dimensioni cm 50 x 80 circa.
Dalla prima analisi è emerso che le opere, provenienti da un’inedita collezione privata italiana, erano state illecitamente esportate all’estero senza la prescritta autorizzazione dell’Ufficio esportazione di Roma. Il prosieguo dell’attività ha messo in luce l’esistenza di un’insospettabile rete di professionisti (commercianti di settore, imprenditori, banchieri, restauratori, spedizionieri e funzionari ministeriali) i quali, scientificamente e con una ben precisa ripartizione dei ruoli, avevano organizzato, ed ormai ben avviato, un florido commercio di preziose opere italiane all’estero; attività illecita essenzialmente sostanziatasi ne:
- individuazione ed acquisto in Italia di opere d’arte inedite;
- finanziamento delle operazioni attraverso la creazione ad hoc di società offshore all’estero (Isola di Madeira, Isola di Mann, Lussemburgo);
- creazione di falsa documentazione attestante la provenienza delle opere dall’estero, per mistificarne la provenienza italiana;
- ottenimento di certificati di libera circolazione per la vendita all’estero, privi di alcun vaglio dell’ufficio esportazione, trattandosi di opere su cui, proprio poiché ufficialmente provenienti dall’estero, non è consentito allo Stato italiano l’esercizio di diritto alcuno (prelazione, diniego, notifica);
- trasferimento definitivo delle opere all’estero per la vendita.
fonte dati:
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - Reparto Operativo
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:27 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:27