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Galan: "In Libia c'è Roma nel suo più imponente fascino: Leptis Magna e Sabratha. Proteggere questi siti significa proteggere le radici stesse della civiltà mediterranea"
Testo del comunicato
"Tranne alcune voci, correttamente informate e quindi giustamente in allarme, poco fin qui si è detto in Italia dei possibili rischi che corre l'enorme patrimonio archeologico e storico che la civiltà romana ha lasciato in Libia. Nulla di più affascinante di Sabratha e del Tempio di Iside. Mentre di Leptis Magna può ben dire trattarsi un'altra Roma, essendo stata Leptis Magna la patria di una dinastia imperiale per davvero importante: quella cui apparteneva Settimio Severo. Tra l'altro, significativi e preziosi lavori di restauro negli anni scorsi sono stati avviati e realizzati per merito dello Stato italiano, in particolare dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Dunque, la Libia è terra di storia, di arte, di civiltà le cui testimonianze vanno tutelate, protette, salvaguardate dalla minaccia delle armi. E a questo proposito, troverei più che giusto che il MIBAC venisse coinvolto in tutte quelle azioni tese ad evitare i rischi e pericoli di azioni belliche che potrebbero risultare più che devastanti. D'altra parte, si è visto come di recente siano proprio i beni artistici e archeologici, mi riferisco all'Egitto, alcuni tra gli obiettivi di disordini politici dai risvolti spesso incontrollabili".
Così il Ministro Giancarlo Galan sul patrimonio archeologico libico.
Roma, 1 aprile 2011
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 0667232261
Così il Ministro Giancarlo Galan sul patrimonio archeologico libico.
Roma, 1 aprile 2011
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 0667232261
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:51 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:51