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GADDA, D’ANNUNZIO, PALAZZESCHI, FENOGLIO, PREZZOLINI: “LE AUTOBIOGRAFIE DELLA GRANDE GUERRA” DI VALERIA GIANNANTONIO
Testo del comunicato
MARTEDI’ 21 GENNAIO 2020 ore 16,30 alla BIBLIOTECA NAZIONALE DI NAPOLI presentazione de “Le Autobiografie della Grande Guerra” di VALERIA GIANNANTONIO edito da SEF (FIRENZE, 2019) .
Dopo i saluti di FRANCESCO MERCURIO, direttore della Biblioteca, ne discutono con l’autrice, PASQUALE GUARAGNELLA , SIMONE MAGHERINI, DONATELLA TROTTA .
La prima guerra mondiale, scoppiata a conclusione del Risorgimento italiano, si configurò come lo sbocco di sedimentazioni ideologiche radicatesi negli anni anteriori.
L’interessante volume di Valeria Giannantonio intende mettere a fuoco il punto di vista narrativo , e poco esplorato dalla critica, di alcuni più noti letterati e intellettuali ,come Gadda, Pastorino, D’Annunzio, Palazzeschi, Fenoglio, Prezzolini, o meno noti, come Scarpa, Monelli, Frescura, Stanghellini, Scortecci. Più che sulle ragioni contingenti (la questione, cioè, delle terre irredente), si è preferita operare una ricostruzione dall’interno dei sentimenti, degli stati d’animo, delle reazioni psicologiche degli scrittori che non solo aderirono al fronte degli interventisti o dei pacifisti, ma che con le loro opere,aventi tutte un valore di denuncia storica, diedero voce alle atroci aberrazioni fisiche, mentali,psicologiche di quella che fu considerata una vittoria offuscata da centinaia di migliaia di morti e feriti.
Gli interventi critici contenuti in taccuini, diari di guerra, romanzi scritti dal fronte, o dopo il rientro in patria, evidenziano non solo la rivolta contro un presente, che aveva oltrepassato ogni misura umana, ma si estendono anche al racconto del ritorno dei soldati dal fronte, in condizioni fisiche disastrose, ma quel che è peggio, vittime anche della cattiva accoglienza dei loro stessi concittadini, che spesso ne demistificarono e depotenziarono l’eroismo bellico, perché non furono in grado di capire a pieno l’estremo sacrificio di truppe, che oltre che per sentimento patriottico, combatterono per senso civile del dovere. Entro questa piattaforma umana, accentuando i tratti valorosi ed eroici dei soldati italiani, sarebbe maturata l’ideologia del fascismo.
Valeria Giannantonio è docente di Letteratura Italiana e di Critica dantesca presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti. Ha ricoperto anche l’insegnamento di Filologia Italiana. I suoi interessi sono rivolti a Dante, alla letteratura sei-settecentesca, di area soprattutto meridionale, su cui ha pubblicato quattro libri e ne ha in programmazione un quinto, tra i quali rientrano l’edizione critica di P. Schettino, «Opere edite e inedite», e il volume «Oltre Vico». Ha dedicato tre libri a D’Annunzio, con uno dei quali (L’Universo dei sensi) ha vinto nel 2002 il Premio D’Annunzio, e ha scritto tre monografie su «Enrico Panzacchi», «Giulio Salvadori», «Ignazio Silone». Ha curato l’edizione delle «Poesie» del poeta crepuscolare Enzo Marcellusi. Ha fondato, nel 2018, a Chieti, con Antonio Sorella la “Lectura Dantis Theatina”
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-04-14 17:50:16 / Ultimo aggiornamento 2020-04-14 17:50:16