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FRANCESCHINI: MONUMENTO ALLA VITTORIA ORA SIMBOLO DI RIFUTO DEL TOTALITARISMO
Testo del comunicato
I ragazzi e le ragazze che oggi hanno vent’anni devono scrivere una nuova pagina dell’autonomia
“L'inaugurazione oggi di questo percorso museale è un'occasione di grande valore simbolico che nasce dalla preziosa collaborazione tra lo Stato, la Provincia Autonoma di Bolzano e il Comune di Bolzano e per questo vorrei rivolgere un ringraziamento particolare ad Presidente Arno Kompatscher e al Sindaco Luigi Spagnolli” – lo ha detto il ministro Franceschini, questa mattina all’inaugurazione del Centro Documentazione del monumento alla Vittoria a Bolzano – “Qui, sotto un monumento foriero di divisioni, nasce dopo un percorso condiviso un luogo di elaborazione per raccontare la storia dal 1918 al 1945 e testimoniare il rifiuto di due totalitarismi come il fascismo e il nazismo che furono gravidi di drammatiche conseguenze <<Nessuno ha il diritto di obbedire>> ci ricorda il monito di quella straordinaria intellettuale del Novecento che è stata Hannah Arendt, l’autrice del celebre “La banalità del male”.
Nessun ha il diritto di far tacere la propria coscienza e di sospendere la propria capacità di giudizio di fronte ad un ordine ricevuto.
Il senso del dovere non può mai e poi mai divenire giustificazione per le atrocità commesse.
La storia dunque non si può e non si deve cancellare. Ma qui a Bolzano la memoria delle lacerazioni del passato non serve per riaprire antiche ferite quanto piuttosto per essere consapevoli di quanta strada sia stata fatta, di come questo territorio rappresenti attualmente un esempio riuscito, un modello positivo, di convivenza pacifica tra comunità diverse per lingua e cultura e di tutela delle minoranze”.
“Credo che l’intera popolazione della provincia di Bolzano – ha proseguito il ministro - possa riconoscersi in questa consapevolezza e nella domanda di futuro. In un tempo nel quale il mondo diventa sempre più interconnesso e interdipendente e si rafforzano gli spazi di cooperazione e integrazione sovranazionale, a cominciare dal processo di unificazione europea, la specificità di questa provincia rappresenta una straordinaria ricchezza, carica di opportunità.
Quella di luogo di frontiera e ponte fra culture, è una vocazione da coltivare e tutelare e allo stesso tempo un elemento di crescita economica.
L’Europa è l’orizzonte nel quale valorizzare come punti di forza le vostra peculiarità, a cominciare dal multilinguismo e dal multiculturalismo.
E le nuove generazioni dovranno essere protagoniste di questa sfida aprendo una nuova fase. I ragazzi e le ragazze che oggi hanno vent’anni devono scrivere una nuova pagina dell’autonomia. Una pagina che guarda con fiducia al domani, senza paura dell’ incontro, del dialogo e del mescolamento fra culture, identità e tradizioni”. “E’ stato davvero emozionante – ha aggiunto il Ministro - qui, sotto un monumento simbolo di tante divisioni, sentire parlare in tedesco e in italiano è la prova di quanta strada abbiamo fatto e di quanta ancora ne faremo”.
“L'inaugurazione oggi di questo percorso museale è un'occasione di grande valore simbolico che nasce dalla preziosa collaborazione tra lo Stato, la Provincia Autonoma di Bolzano e il Comune di Bolzano e per questo vorrei rivolgere un ringraziamento particolare ad Presidente Arno Kompatscher e al Sindaco Luigi Spagnolli” – lo ha detto il ministro Franceschini, questa mattina all’inaugurazione del Centro Documentazione del monumento alla Vittoria a Bolzano – “Qui, sotto un monumento foriero di divisioni, nasce dopo un percorso condiviso un luogo di elaborazione per raccontare la storia dal 1918 al 1945 e testimoniare il rifiuto di due totalitarismi come il fascismo e il nazismo che furono gravidi di drammatiche conseguenze <<Nessuno ha il diritto di obbedire>> ci ricorda il monito di quella straordinaria intellettuale del Novecento che è stata Hannah Arendt, l’autrice del celebre “La banalità del male”.
Nessun ha il diritto di far tacere la propria coscienza e di sospendere la propria capacità di giudizio di fronte ad un ordine ricevuto.
Il senso del dovere non può mai e poi mai divenire giustificazione per le atrocità commesse.
La storia dunque non si può e non si deve cancellare. Ma qui a Bolzano la memoria delle lacerazioni del passato non serve per riaprire antiche ferite quanto piuttosto per essere consapevoli di quanta strada sia stata fatta, di come questo territorio rappresenti attualmente un esempio riuscito, un modello positivo, di convivenza pacifica tra comunità diverse per lingua e cultura e di tutela delle minoranze”.
“Credo che l’intera popolazione della provincia di Bolzano – ha proseguito il ministro - possa riconoscersi in questa consapevolezza e nella domanda di futuro. In un tempo nel quale il mondo diventa sempre più interconnesso e interdipendente e si rafforzano gli spazi di cooperazione e integrazione sovranazionale, a cominciare dal processo di unificazione europea, la specificità di questa provincia rappresenta una straordinaria ricchezza, carica di opportunità.
Quella di luogo di frontiera e ponte fra culture, è una vocazione da coltivare e tutelare e allo stesso tempo un elemento di crescita economica.
L’Europa è l’orizzonte nel quale valorizzare come punti di forza le vostra peculiarità, a cominciare dal multilinguismo e dal multiculturalismo.
E le nuove generazioni dovranno essere protagoniste di questa sfida aprendo una nuova fase. I ragazzi e le ragazze che oggi hanno vent’anni devono scrivere una nuova pagina dell’autonomia. Una pagina che guarda con fiducia al domani, senza paura dell’ incontro, del dialogo e del mescolamento fra culture, identità e tradizioni”. “E’ stato davvero emozionante – ha aggiunto il Ministro - qui, sotto un monumento simbolo di tante divisioni, sentire parlare in tedesco e in italiano è la prova di quanta strada abbiamo fatto e di quanta ancora ne faremo”.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:59 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:59