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Cerimonia di restituzione all’Ambasciata dell’Honduras in Italia di un reperto ritrovato dal Comando CC Tutela Patrimonio Culturale
Testo del comunicato
Roma, 11 luglio 2012 - ore 11.00, presso l’Ambasciata dell’Honduras in Italia, il Generale di Brigata Pasquale Muggeo, Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, ha restituito al Ministro Plenipotenziario Incaricato d’Affari di quel Paese, Signora Mayra Reina De Titta, un vaso con pittura policroma di tipo maioide (epoca 800-900 d.c.) asportato illecitamente dall’area della Valle di Comayagua in Honduras.
Il significativo recupero è frutto di un’attività investigativa, iniziata nel gennaio 2011, relativa ad acquisizioni sospette di oggetti di interesse archeologico da parte di un cittadino italiano ed il loro uso improprio, come l’impiego di un capitello romano quale sostegno di un terrazzo di un’abitazione di Fara Sabina (RI).
Nelle successive perquisizioni disposte dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti, Dott. Lorenzo Francia, nel marzo 2011 venivano rinvenuti e sequestrati, in abitazioni private di Roma e Fara Sabina (RI), diciotto reperti archeologici di pregio detenuti illegalmente, quindici di origine italiana, di fattura romana e databili tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., e tre provenienti dall’America del Sud.
Lo studio di esperti del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma ha permesso di stabilire l’epoca precolombiana e con esattezza l’area di provenienza geografica di due degli antichi manufatti sudamericani: uno dal Messico e l’altro dall’Honduras.
Il complesso delle attività consentiva di denunciare in stato di libertà un cittadino italiano per la ricettazione e la detenzione illecita di oggetti di interesse archeologico.
L’odierna restituzione, autorizzata dall’Autorità Giudiziaria di Rieti al termine dell’iter giudiziario, è di particolare importanza, tanto per l’Italia quanto per l’Honduras, poiché si inscrive nel quadro delle attività di cooperazione internazionale volte al contrasto del traffico illecito di beni culturali, che vede impegnati con costanti ed efficaci risultati entrambi i Paesi. Il suo ritorno nel Paese d’origine testimonia ancora una volta come l’attività istituzionale svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale abbia come finalità, nello spirito della Convenzione UNESCO del ’70, non solo il rimpatrio di opere illecitamente sottratte al Patrimonio Culturale Italiano, ma anche il ritorno ai rispettivi Paesi di quelle recuperate in Italia, nella convinzione che queste mantengono il loro specifico valore storico e culturale solo se restano nel loro contesto d’origine.
Il significativo recupero è frutto di un’attività investigativa, iniziata nel gennaio 2011, relativa ad acquisizioni sospette di oggetti di interesse archeologico da parte di un cittadino italiano ed il loro uso improprio, come l’impiego di un capitello romano quale sostegno di un terrazzo di un’abitazione di Fara Sabina (RI).
Nelle successive perquisizioni disposte dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti, Dott. Lorenzo Francia, nel marzo 2011 venivano rinvenuti e sequestrati, in abitazioni private di Roma e Fara Sabina (RI), diciotto reperti archeologici di pregio detenuti illegalmente, quindici di origine italiana, di fattura romana e databili tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., e tre provenienti dall’America del Sud.
Lo studio di esperti del Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma ha permesso di stabilire l’epoca precolombiana e con esattezza l’area di provenienza geografica di due degli antichi manufatti sudamericani: uno dal Messico e l’altro dall’Honduras.
Il complesso delle attività consentiva di denunciare in stato di libertà un cittadino italiano per la ricettazione e la detenzione illecita di oggetti di interesse archeologico.
L’odierna restituzione, autorizzata dall’Autorità Giudiziaria di Rieti al termine dell’iter giudiziario, è di particolare importanza, tanto per l’Italia quanto per l’Honduras, poiché si inscrive nel quadro delle attività di cooperazione internazionale volte al contrasto del traffico illecito di beni culturali, che vede impegnati con costanti ed efficaci risultati entrambi i Paesi. Il suo ritorno nel Paese d’origine testimonia ancora una volta come l’attività istituzionale svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale abbia come finalità, nello spirito della Convenzione UNESCO del ’70, non solo il rimpatrio di opere illecitamente sottratte al Patrimonio Culturale Italiano, ma anche il ritorno ai rispettivi Paesi di quelle recuperate in Italia, nella convinzione che queste mantengono il loro specifico valore storico e culturale solo se restano nel loro contesto d’origine.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:26 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:26