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ARCHEOLOGIA SEQUESTRATI REPERTI, RISALENTI ALL’EPOCA IMPERIALE.
Testo del comunicato
Recuperato dai carabinieri per la tutela dei Beni culturali anche una porzione di architrave in marmo, di epoca romana, del I sec. D.C. con iscrizione latina 'studia cn oct', decorata con motivi floreali in bella mostra in un bar del centro di Roma, individuata da un maresciallo che per caso e' entrato nel bar a prendere un caffe'.
Dopo un rapido controllo alla Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, la scultura e' risultata parziale provento di furto, avvenuto nel 1959 a Terracina, in provincia di Latina.
ARCHEOLOGIA: SEQUESTRATI REPERTI, RISALENTI ALL’EPOCA IMPERIALE, USATI PER ABBELLIRE UN CASALE SULL’APPIA ANTICA.
Frontali di sarcofago, epigrafi con iscrizioni latine e lastre marmoree di età romana, usati per impreziosire una residenza privata. I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno sequestrato 18 elementi archeologici, di elevatissimo interesse storico e scientifico, risalenti all’epoca compresa tra il I ed il III sec. d.C., sconosciuti alla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, tutti utilizzati per arricchire un lussuoso casale ristrutturato, nell’area vincolata del Parco dell’Appia Antica, di proprietà di un imprenditore romano. Il materiale, che potrà essere studiato dai funzionari del MiBAC per accertarne la provenienza (presunta da monumenti funerari del terzo miglio della strada consolare Appia) era finito in una ricca residenza privata, che sorge proprio dove una volta era ubicato il fondo donato da Erode Attico al popolo romano, per scagionarsi dalle maldicenze sul decesso della moglie Annia Regilla, per cui era stato processato e benevolmente assolto. L’attività rientra in più vasta operazione, eseguita a conclusione di articolata attività d’indagine volta a contrastare la commercializzazione illecita di reperti provenienti da scavo clandestino, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha visto l’espletamento di servizi tecnici, sopralluoghi, controlli e l’esecuzione di numerose perquisizioni nel territorio laziale. Complessivamente sono stati sequestrati 317 reperti archeologici e numismatici e un metal detector, per un valore approssimativo di 500.000 euro, e sono stati deferiti per ricettazione all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, nove indagati.
ARCHEOLOGIA: SEQUESTRATA, IN UNO STORICO BAR DELLA CAPITALE, PORZIONE DI ARCHITRAVE RUBATA NEL 1959.
I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno proceduto, d’iniziativa, al sequestro di una porzione di architrave in marmo (di cm 139x26x21), di epoca romana (I sec. d.C.), con iscrizione latina “studia cn oct”, finemente decorata con motivi floreali. In particolare, due Marescialli del Reparto si erano recati in un elegante bar di Roma per consumare un caffè, riscontrando la presenza dell’importante bene archeologico. Nel vedere l’opera, tra i tavolini riservati agli avventori, a uno dei due militari è sembrata particolarmente familiare. Infatti, da un rapido controllo effettuato presso la Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, la scultura è risultata parziale provento di furto, avvenuto nel 1959 in Terracina (LT), presso il locale museo comunale. Dalle indagini condotte all’epoca era emerso che, dopo il furto, l’opera era stata divisa in due parti, di cui la prima porzione era già stata recuperata, nel 1993, in un’abitazione privata di Terracina, proprio dallo stesso Maresciallo, all’epoca dei fatti giovane Brigadiere, che ne aveva conservato, quindi, il ricordo visivo.
Il militare, esperto nello specifico settore, avendo compreso la passione del titolare del bar per gli oggetti antichi, ha esteso con i colleghi la perquisizione all’abitazione di quest’ultimo. Qui sono stati rinvenuti ulteriori 26 reperti di epoca romana (compresi tra il I sec. a.C. e il III sec. d.C.) costituiti da crateri in terracotta, kylix, anfore, coppe, skyphos, oinochoe, un capitello in marmo in stile corinzio, un busto maschile in marmo, tre anfore olearie e una kilix frammentata a figure rosse, con quattro medagliette in oro. I beni recuperati, ritenuti di importante interesse storico-scientifico, per un valore di circa seicentomila euro, vengono oggi restituiti, a titolo definitivo, al Museo di Terracina e alla competente Soprintendenza.
F.G., ottantanne romano, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per ricettazione.
Roma, 27 ottobre 2011.
Ufficio: Sezione Archeologia - Reparto Operativo TPC
06/585631 06/58563255.
Dopo un rapido controllo alla Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, la scultura e' risultata parziale provento di furto, avvenuto nel 1959 a Terracina, in provincia di Latina.
ARCHEOLOGIA: SEQUESTRATI REPERTI, RISALENTI ALL’EPOCA IMPERIALE, USATI PER ABBELLIRE UN CASALE SULL’APPIA ANTICA.
Frontali di sarcofago, epigrafi con iscrizioni latine e lastre marmoree di età romana, usati per impreziosire una residenza privata. I Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno sequestrato 18 elementi archeologici, di elevatissimo interesse storico e scientifico, risalenti all’epoca compresa tra il I ed il III sec. d.C., sconosciuti alla Soprintendenza per i beni archeologici di Roma, tutti utilizzati per arricchire un lussuoso casale ristrutturato, nell’area vincolata del Parco dell’Appia Antica, di proprietà di un imprenditore romano. Il materiale, che potrà essere studiato dai funzionari del MiBAC per accertarne la provenienza (presunta da monumenti funerari del terzo miglio della strada consolare Appia) era finito in una ricca residenza privata, che sorge proprio dove una volta era ubicato il fondo donato da Erode Attico al popolo romano, per scagionarsi dalle maldicenze sul decesso della moglie Annia Regilla, per cui era stato processato e benevolmente assolto. L’attività rientra in più vasta operazione, eseguita a conclusione di articolata attività d’indagine volta a contrastare la commercializzazione illecita di reperti provenienti da scavo clandestino, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, che ha visto l’espletamento di servizi tecnici, sopralluoghi, controlli e l’esecuzione di numerose perquisizioni nel territorio laziale. Complessivamente sono stati sequestrati 317 reperti archeologici e numismatici e un metal detector, per un valore approssimativo di 500.000 euro, e sono stati deferiti per ricettazione all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, nove indagati.
ARCHEOLOGIA: SEQUESTRATA, IN UNO STORICO BAR DELLA CAPITALE, PORZIONE DI ARCHITRAVE RUBATA NEL 1959.
I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno proceduto, d’iniziativa, al sequestro di una porzione di architrave in marmo (di cm 139x26x21), di epoca romana (I sec. d.C.), con iscrizione latina “studia cn oct”, finemente decorata con motivi floreali. In particolare, due Marescialli del Reparto si erano recati in un elegante bar di Roma per consumare un caffè, riscontrando la presenza dell’importante bene archeologico. Nel vedere l’opera, tra i tavolini riservati agli avventori, a uno dei due militari è sembrata particolarmente familiare. Infatti, da un rapido controllo effettuato presso la Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, la scultura è risultata parziale provento di furto, avvenuto nel 1959 in Terracina (LT), presso il locale museo comunale. Dalle indagini condotte all’epoca era emerso che, dopo il furto, l’opera era stata divisa in due parti, di cui la prima porzione era già stata recuperata, nel 1993, in un’abitazione privata di Terracina, proprio dallo stesso Maresciallo, all’epoca dei fatti giovane Brigadiere, che ne aveva conservato, quindi, il ricordo visivo.
Il militare, esperto nello specifico settore, avendo compreso la passione del titolare del bar per gli oggetti antichi, ha esteso con i colleghi la perquisizione all’abitazione di quest’ultimo. Qui sono stati rinvenuti ulteriori 26 reperti di epoca romana (compresi tra il I sec. a.C. e il III sec. d.C.) costituiti da crateri in terracotta, kylix, anfore, coppe, skyphos, oinochoe, un capitello in marmo in stile corinzio, un busto maschile in marmo, tre anfore olearie e una kilix frammentata a figure rosse, con quattro medagliette in oro. I beni recuperati, ritenuti di importante interesse storico-scientifico, per un valore di circa seicentomila euro, vengono oggi restituiti, a titolo definitivo, al Museo di Terracina e alla competente Soprintendenza.
F.G., ottantanne romano, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, in stato di libertà, per ricettazione.
Roma, 27 ottobre 2011.
Ufficio: Sezione Archeologia - Reparto Operativo TPC
06/585631 06/58563255.
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:22 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:22