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ARCHEOLOGIA: ISPEZIONI IN TUTTA ITALIA CONTRO GLI ILLECITI
Testo del comunicato
CONTROLLI IN 208 SITI, DAL FRIULI ALLA SICILIA
A ROMA LA MAGISTRATURA RINVIA A GIUDIZIO QUARANT’ANNI DI TRAFFICO ILLECITO
IL MINISTERO AUSPICA IL POTENZIAMENTO TERRITORIALE DEI CARABINIERI DEL PATRIMONIO
Contrastare gli scavi clandestini e i danni al patrimonio, irreversibili, che le attività illecite comportano. Questi gli obiettivi del Ministero e del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale che di recente ha coordinato in tutta Italia una imponente serie di controlli in cui militari e archeologi hanno monitorato 208 siti con incursioni via aerea (elicontrolli) e ispezioni via terra e via mare.
Nel corso delle verifiche, compiute nella seconda settimana di aprile, sono stati posti sotto sequestro oltre 200 fra oggetti (e parti di reperti) archeologici in Puglia, Sardegna, Lombardia, Campania e Piemonte; individuato un sito di epoca romana in Emilia Romagna e un relitto di nave nel mare della Sicilia.
Nelle province di Bari, Sassari e Genova, 6 persone sono state denunciate alla magistratura per reati specifici contro il patrimonio archeologico, come ricettazione e detenzione abusiva di beni provento di scavo clandestino; 38 i reperti recuperati a Gravina di Puglia, Bari, 35 quelli recuperati a Calangianus, Sassari, 58 quelli sequestrati a Verano Brianza, Milano, provenienti da una necropoli di età romana che conservava anche i resti di un bambino. Provenienti dalla città antica di Pompei erano invece i reperti sequestrati ad un cittadino francese in partenza per l’estero; altri ottanta quelli sequestrati a Torino, fra monete e medaglie (anche una testa di ariete in metallo, parte di una statua).
E sempre in tema di archeologia illecita, rinvio a giudizio dalla Procura di Roma per Marion True, ex curatrice del Paul Getty Museum e l’intermediario svizzero Emanuel Robert Hecht per associazione a delinquere, ricettazione, riciclaggio, ed altri reati connessi al commercio illecito di beni archeologici.
I reperti venivano scavati illecitamente in Italia, e per gli inquirenti, dotati di “nuovi passaporti” in Svizzera, ricomprati attraverso case d’asta internazionali (gonfiando i prezzi anche dieci volte), venduti a collezionisti e importanti musei internazionali.
L’impianto accusatorio riguarda quaranta anni di traffico illecito e di “cartello intermediario”; l’istruttoria conta ottantasei pagine di requisitoria, sette ore di udienza, settanta faldoni di materiale probatorio completo di foto, schede dei reperti, lettere autografe.
Per informazioni:
Ufficio stampa Mibac
0667232261 - 2