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ANDREA ZANZOTTOGalan: l'indiscrezione della vita ci ha portato via Andrea Zanzotto
Testo del comunicato
“L’arte di Andrea Zanzotto, poeta sempre, è il dono di uno stile inimitabile, perché è il dono di una poesia che ti porta in contatto ravvicinato con la vita, con la natura, con la storia e questo mediante una lingua speciale. La lingua di Andrea Zanzotto, che è infinitamente di più sia del dialetto parlato nel pianeta Pieve di Soligo che del “volgare” italiano.
Andrea Zanzotto è poeta speciale perché ha condannato ed evitato in ogni modo il compromesso, ha combattuto la mediocrità, dando alla sua sfera d’azione orizzonti infiniti nei quali risplendevano sia le virtù civiche proprie di un cittadino spesso insoddisfatto, sia la fertilità di una forza poetica evocatrice di emozioni sottili, di immagini penetranti, di invenzioni linguistiche e pertanto semantiche inimitabili, di magie incredibili nel trovare relazioni tra parole, lingue, dialetti che sembrano incompatibili tra loro e che invece nella mente, nella penna, nella pagina di Zanzotto rivelano misteriose affinità. Misteriose affinità da cui nascono conversazioni interiori, quelle che spingono a ripensare alla propria vita in termini poetici, il che non significa affatto un ascolto sciocco e insensato, che è tipico di chi non riesce a spiegare se stesso attraverso la ragione, l’immaginazione, la poesia appunto.
L’indiscrezione della vita ci ha portato via Andrea Zanzotto. Ma la morte non è l’oblio, non è la fine, non può esserlo perché questo è il privilegio dei poeti immortali. Ora c’è un solo modo di onorarlo, di ricordarlo: leggere le sue poesie”.
Roma, 18 ottobre 2011
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 0667232261
Andrea Zanzotto è poeta speciale perché ha condannato ed evitato in ogni modo il compromesso, ha combattuto la mediocrità, dando alla sua sfera d’azione orizzonti infiniti nei quali risplendevano sia le virtù civiche proprie di un cittadino spesso insoddisfatto, sia la fertilità di una forza poetica evocatrice di emozioni sottili, di immagini penetranti, di invenzioni linguistiche e pertanto semantiche inimitabili, di magie incredibili nel trovare relazioni tra parole, lingue, dialetti che sembrano incompatibili tra loro e che invece nella mente, nella penna, nella pagina di Zanzotto rivelano misteriose affinità. Misteriose affinità da cui nascono conversazioni interiori, quelle che spingono a ripensare alla propria vita in termini poetici, il che non significa affatto un ascolto sciocco e insensato, che è tipico di chi non riesce a spiegare se stesso attraverso la ragione, l’immaginazione, la poesia appunto.
L’indiscrezione della vita ci ha portato via Andrea Zanzotto. Ma la morte non è l’oblio, non è la fine, non può esserlo perché questo è il privilegio dei poeti immortali. Ora c’è un solo modo di onorarlo, di ricordarlo: leggere le sue poesie”.
Roma, 18 ottobre 2011
Ufficio Stampa MiBAC
Tel. 0667232261
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:29:53 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:29:53