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Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli " Sulle tracce di Champollion. Archeologia, sguardi ed esperienze nella Valle del Nilo"
Testo del comunicato
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il 10 febbraio 2012 alle ore 17, si inaugurerà la mostra egittologica “Sulle tracce di Champollion. Archeologia, sguardi ed esperienze nella Valle del Nilo”, arricchita anche di reperti appartenenti alle collezioni del Museo.
Saranno presenti il Soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dott.ssa Teresa Elena Cinquantaquattro, e il Direttore del Centro Studi di Egittologia Copta “J.F.Champollion”, prof. Giacomo Cavillier.
La mostra è un viaggio nel tempo, un tempo in cui studiosi come Champollion, mossi dalla febbrile sete di conoscenza del mondo antico, impiegavano ogni risorsa per riportare alla luce le tracce del passato.
Champollion è considerato il padre dell’egittologia, che non è semplicemente lo studio dei faraoni e di un popolo i cui usi e costumi hanno lasciato una traccia indelebile nella storia antica, ma, certamente e prima ancora, l’inizio di un lungo cammino nel magico mondo dei segni. La grandezza di quest’uomo, conoscitore di testi zendi, pahlavi e parsi, studioso del sanscrito, dell'arabo, del persiano e del copto, fu quella di essere riuscito, con l’intuizione, a sciogliere un enigma vecchio di secoli: l’interpretazione dei geroglifici.
Laddove molti altri studiosi prima di lui, da Fourier agli scandinavi Zoëga e Akerblad, al francese De Sacy e primo fra tutti l'inglese Thomas Young, avevano fallito egli aveva vinto, trovando la vera decifrazione dei geroglifici e la connessione dei segni con la formulazione del suono (fonetica dei geroglifici).
La mostra metterà in luce le due facce di Champollion: l’uomo e lo studioso. E, quindi, lettere autografe e pensieri, a testimoniare la profondità d’animo e l’entusiasmo che lo studio della civiltà egiziana suscitava in lui, da un lato e documenti che risaltano la rigidità scientifica con cui quest’uomo si accostava all’analisi della famosa Stele di Rosetta e di altri reperti dall’altra.
Il ruolo della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei e del Museo Archeologico è quello di Istituzioni che, attente a tutto ciò attiene al mondo antico e, quindi, anche ad altre realtà esterne che dell’Archeologia fanno il loro baluardo, promuovono e/o ospitano tutte quelle iniziative tese a rendere visibili questo ed altri obiettivi.
La mostra, alla quale il Comune di Napoli ha assicurato il patrocinio morale, è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dal Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F.Champollion” e dall’Accademia Egizia con la collaborazione del Museo Egizio di Firenze.
Il volumetto esplicativo della mostra è edito da Ananke.
Per tutto il periodo della mostra sono previsti visite e laboratori didattici curati dalla Società Pierreci Codess (prenotazioni: tel. 848800288)
Saranno presenti il Soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dott.ssa Teresa Elena Cinquantaquattro, e il Direttore del Centro Studi di Egittologia Copta “J.F.Champollion”, prof. Giacomo Cavillier.
La mostra è un viaggio nel tempo, un tempo in cui studiosi come Champollion, mossi dalla febbrile sete di conoscenza del mondo antico, impiegavano ogni risorsa per riportare alla luce le tracce del passato.
Champollion è considerato il padre dell’egittologia, che non è semplicemente lo studio dei faraoni e di un popolo i cui usi e costumi hanno lasciato una traccia indelebile nella storia antica, ma, certamente e prima ancora, l’inizio di un lungo cammino nel magico mondo dei segni. La grandezza di quest’uomo, conoscitore di testi zendi, pahlavi e parsi, studioso del sanscrito, dell'arabo, del persiano e del copto, fu quella di essere riuscito, con l’intuizione, a sciogliere un enigma vecchio di secoli: l’interpretazione dei geroglifici.
Laddove molti altri studiosi prima di lui, da Fourier agli scandinavi Zoëga e Akerblad, al francese De Sacy e primo fra tutti l'inglese Thomas Young, avevano fallito egli aveva vinto, trovando la vera decifrazione dei geroglifici e la connessione dei segni con la formulazione del suono (fonetica dei geroglifici).
La mostra metterà in luce le due facce di Champollion: l’uomo e lo studioso. E, quindi, lettere autografe e pensieri, a testimoniare la profondità d’animo e l’entusiasmo che lo studio della civiltà egiziana suscitava in lui, da un lato e documenti che risaltano la rigidità scientifica con cui quest’uomo si accostava all’analisi della famosa Stele di Rosetta e di altri reperti dall’altra.
Il ruolo della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Pompei e del Museo Archeologico è quello di Istituzioni che, attente a tutto ciò attiene al mondo antico e, quindi, anche ad altre realtà esterne che dell’Archeologia fanno il loro baluardo, promuovono e/o ospitano tutte quelle iniziative tese a rendere visibili questo ed altri obiettivi.
La mostra, alla quale il Comune di Napoli ha assicurato il patrocinio morale, è organizzata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, dal Centro Studi di Egittologia e Civiltà Copta “J.F.Champollion” e dall’Accademia Egizia con la collaborazione del Museo Egizio di Firenze.
Il volumetto esplicativo della mostra è edito da Ananke.
Per tutto il periodo della mostra sono previsti visite e laboratori didattici curati dalla Società Pierreci Codess (prenotazioni: tel. 848800288)
© 2021 MiC - Pubblicato il 2020-10-27 22:27:23 / Ultimo aggiornamento 2020-10-27 22:27:23