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50 OPERE DI CANOVA ESPOSTE A GALLERIA BORGHESE
Testo del comunicato
Il rapporto con i principi Borghese, con la villa che, a fine '700, considerava ''la piu' bella del mondo'' e splendido cantiere del nascente linguaggio neoclassico, con i temi mitologici dominati dalla raffigurazione di Venere, impersonata da Paolina: questo e altro ancora alla
grande mostra dedicata ad Antonio Canova che si apre domani alla Galleria Borghese. A raccontare il suo genio una cinquantina di opere provenienti dai maggiori musei del mondo, allestite in modo da far risaltare la smaterializzazione dei marmi, quelle sculture che sembravano fatte di carne e che fecero dell'artista di Possagno il piu' celebrato di tutti i tempi.
Presentata oggi alla stampa, l'esposizione e' stata inaugurata dal ministro per i beni e le attività culturali Francesco Rutelli. ''Una mostra sensazionale'', ha detto il ministro ricordando le celebrazioni per il 250esimo anniversario di Canova e i 200 anni dalla realizzazione della statua di Paolina Borghese come Venere Vincitrice, ormai diventata l'icona del museo romano. Quello tra l'artista e Villa Borghese, ''e' un rapporto specialissimo'', ha proseguito Rutelli, il quale ha sottolineato il particolare impegno di Canova nel tentativo di recuperare almeno in parte le opere della collezione di marmi antichi vendute nel 1808 dal principe Camillo al cognato Napoleone. Anche se apostrofo' l'imperatore con un ''Gran orrore, Maesta''', per quei capolavori non ci fu niente da fare (e oggi costituiscono al Louvre il nucleo centrale delle raccolte grco-romane).
Canova torno' nelle vesti di Soprintendente dopo la caduta di Napoleone, per far fronte alla spoliazione del patrimonio artistico avvenuta durante le campagne d'Italia. ''Canova individuava nei capolavori dell'arte l'identita' di un popolo - ha detto la direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva, che con Fernando Mazzocca ha curato l'esposizione - dava a quelle opere un valore etico e le sue teorie di legislazione sono tuttora alla base del sistema di tutela nazionale''.
Per questo la figura di Canova travalica quella dell'artista e la mostra mira anche a far comprendere le radici del consenso universale intorno alla sua opera, che registra solo un momento di declino all'inizio del '900 e quindi con Roberto Longhi che ne denunciava ''gli svarioni cimiteriali''. Lavoratore infaticabile, ha aggiunto Rutelli, era convinto che ''matita e scalpello sono gli strumenti che guidano all'immortalita'''.
Cosi', giunto a Roma da Venezia, si immergeva nelle atmosfere di Villa Borghese, che il principe Marcantonio stava restaurando.
Qui, ha proseguito Coliva, prendeva vita un cantiere in cui si elaborava il nuovo linguaggio neoclassico e l'artista si lasciava ispirare dai capolavori della famosa collezione, dai marmi antichi e da Bernini. ''La lacrima della Maddalena penitente, prestata dal Museo di Sant'Agostino di Genova, e' identica a quella della Proserpina'', spiega la curatrice
mostrando anche i due bozzetti preparatori in creta in cui sono evidenti le impronte dei polpastrelli di Canova e per la prima volta riuniti a quella sorta di Venere sacra.
La stessa Paolina come Venere Vincitrice, commissionata da Camillo a Canova per farsi perdonare la vendita della raccolta (e contesa fino in fondo tra marito, moglie e Napoleone), trae ispirazione dal celebre Ermafrodito. Il sontuoso materasso, dice Coliva, ''e' l'unica cosa vera realizzata dall'artista, sormontata da una vera scultura, il corpo statuario di Paolina''. Una mostra emozionante, ha commentato Rutelli anche in relazione a un allestimento che enfatizza la smaterializzazione dei marmi ottenuta da Canova con il procedimento dell'ultima mano. Purtroppo, la qualita' dell'esposizione, ha concluso il ministro, si scontera' inevitabilmente con gli ingressi contingentati al museo, ''ma e' uno dei suoi tratti significativi''.
DOCUMENTAZIONE:
Scheda della Mostra(vedi dettaglio)
(documenti in formato PDF compressi, file ZIP 3.919 Kb)
(Link esterno al sito, www.canovaelavenerevincitrice.it)
(Link esterno al sito, http://fotoweb.beniculturali.it)
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