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Venezia 83, Giuli: "Il cinema è presidio di libertà, siamo alla vigilia di una svolta"
Testo del comunicato

“Dove c’è cinema c’è un presidio di libertà e di cultura, una catena del valore industriale, economico e sociale. Il compito delle istituzioni è costruire le condizioni affinché il cinema possa continuare a innovare, creare e generare lavoro, accompagnando la forza dell’arte con una sana gestione delle risorse pubbliche”.
Lo ha affermato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, intervenendo all’inaugurazione dell’Italian Pavilion all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, lo spazio curato da Cinecittà e dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
“Ci troviamo alla vigilia di un momento di svolta. Il testo condiviso di riforma della disciplina del cinema e dell’audiovisivo, approvato all’unanimità dalla Commissione Cultura della Camera, è ora all’esame dell’Aula. Ho grande fiducia nel Parlamento e nella sua centralità. L’Italia sta dimostrando di saper semplificare e riformare il sistema attraverso un lavoro concorde, offrendo certezze sia agli operatori italiani sia ai protagonisti internazionali che scelgono il nostro Paese”.
“Abbiamo ascoltato le legittime osservazioni di maestranze, attori, autori e produttori, che chiedono il riordino del tax credit, due finestre annuali per l’accesso alle misure di sostegno e l’istituzione di un’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. Questi interventi trovano ora spazio nel percorso della legge delega”.
Il Ministro ha richiamato anche le risorse destinate al settore: “I 200 milioni di euro recuperati nell’ultimo anno sono un risultato significativo. Per il 2026, 50 milioni previsti dal provvedimento si aggiungono ai 20 milioni già stanziati, mentre la dotazione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo passa da 610 a 660 milioni di euro. La sostanza su cui costruire il rilancio del settore esiste”.
“Cinecittà, con un investimento PNRR di 230 milioni di euro, sta rinnovando studi, infrastrutture e tecnologie, accrescendo del 60 per cento la propria capacità produttiva e rafforzando le relazioni internazionali. A questo si aggiungono la digitalizzazione di 13 mila rulli audiovisivi e di oltre un milione e mezzo di immagini dell’Archivio storico Luce e i percorsi di alta formazione necessari a governare le trasformazioni tecnologiche e digitali”.
“Dietro questi numeri ci sono uomini e donne, imprese, autori, artisti e maestranze. Penso soprattutto ai lavoratori spesso definiti invisibili, per i quali perdere un mese di paga significa avere difficoltà a sostenere la famiglia. Anche per loro abbiamo compiuto questo sforzo e continueremo a farlo”.
Giuli ha poi ricordato la disponibilità di Martin Scorsese ad assumere la Presidenza onoraria dei David di Donatello: “È un riconoscimento straordinario per il prestigio e la tradizione del nostro cinema. Lo abbiamo definito il più italiano degli americani e il più americano degli italiani. È il segno tangibile di qualcosa di nuovo che sta avvenendo e del ritorno alla vocazione internazionale della nostra cinematografia”.
A margine dell’inaugurazione, Giuli ha ribadito il ruolo internazionale della manifestazione: “Il primato della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è indiscusso. La presenza dei maggiori protagonisti dell’audiovisivo conferma che Venezia continua a essere un modello di riferimento per il cinema mondiale”.
“Vogliamo arrivare a questo appuntamento con uno stil novo, facendo prevalere il dialogo sullo spirito di parte. La critica, l’autocritica e il confronto, anche aspro, possono esistere soltanto nel mondo libero. Da una disfatta militare ci si può riprendere; da una disfatta culturale non ci si riprenderà mai. Dobbiamo continuare, con le nostre mille benedette contraddizioni, a rappresentare la libertà”, ha concluso.
Roma, 3 settembre 2026
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC