I SENTIERI DELLA MEMORIA: Dalla Terra a chi la lavora alla Costituzione
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Informazioni apertura
InfoDescrizione
Nel secondo dopoguerra, a Tito, le lotte per il
lavoro si espressero con le occupazioni delle terre. La prima iniziativa si
svolse nell’aprile del 1946. Il 31 marzo si erano tenute le elezioni
amministrative ed era stato eletto sindaco il socialista Luigi Salvia che aveva
capeggiato una lista di socialisti e comunisti. L’entusiasmo suscitato dalla
vittoria delle sinistre spinse numerosi contadini senza terra, capeggiati dai
dirigenti della Camera del Lavoro, a organizzare un’azione di lotta eclatante.
Partirono all’alba dalla piazza e raggiunsero il demanio comunale in contrada
Piano del Finocchio e l’occuparono per alcuni giorni.
La stessa azione si ripeté tre anni dopo, dal 30
novembre al 10 dicembre 1949. Questa volta, i contadini non occuparono soltanto
i 20 ettari di demanio a Mancosa e a Piano del Finocchio, ma anche terreni di
proprietà privata: 140 ettari di incolto appartenenti ad Attilio, Amedeo e
Michele Spera in contrada Colacerchiara, 30 ettari di pascolo cespugliato di
Maria Capaldo in contrada Maccaró e 2 ettari e mezzo di seminativo di Alfredo
Postiglione in contrada San Vito. Le occupazioni si conclusero con l’intervento
dei carabinieri che arrestarono otto persone e ne denunciarono 155.
L’evento è
stato ideato sulla base di tali evidenze storiche come "racconto
vivente" tra storia, natura e diritti. Nel corso della giornata, cammineremo
nei luoghi simbolo delle lotte contadine del secondo dopoguerra a Tito, per
ripercorrere il passaggio storico dalla pretesa fisica della terra al suo
riconoscimento giuridico nella nostra Costituzione, un itinerario storico,
ispirato alle occupazioni dell’aprile 1946, nate sulla spinta emotiva
dell’elezione del sindaco socialista Luigi Salvia e guidate dalla nascente
Camera del Lavoro, e a quelle del novembre 1949. Alla partenza, prevista alla
Loc- Casermetta nel bosco di Tito, in
pieno Parco dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese, si inizierà con il
racconto delle condizioni di vita dei braccianti e l'inizio delle lotte, nella
prima tappa intermedia, si parlerà dell’Art. 44 della Costituzione, la riforma
agraria e i limiti al latifondo come promessa ancora da attuare, all’arrivo a
Piano del Finocchio (occupato nel ’46) si parlerà dell’Art. 4 della
Costituzione, il lavoro come dignità, diritto e fondamento della Repubblica. Al
rientro alla Casermetta si terrà la celebrazione commemorativa dei braccianti
arrestati nel 1949 con l’apposizione di una lapide a perenne memoria e
l’installazione di un pannello informativo con mappa del percorso, posizionato
ad un’altezza e inclinazione comoda per facilitare la consultazione anche a
bambini e persone in sedia a rotelle e un codice QR per scaricare la traccia
GPX sul telefono.
L'evento "Dalla 'Terra a chi la lavora alla Costituzione" si inserisce in perfetta coerenza con il tema delle Giornate Europee del Patrimonio, declinandone i tre pilastri fondamentali attraverso la memoria storica e il paesaggio culturale di Tito: RESISTERE (Resist): La memoria delle lotte come patrimonio a rischio. La memoria dei braccianti che nel 1946 e nel 1949 occuparono le terre non è solo cronaca locale, ma un patrimonio immateriale d’Europa legato alla conquista dei diritti democratici. Ricordare la loro resistenza alla miseria e all'ingiustizia, culminata con l'arresto di otto persone, significa proteggere dall'oblio un pezzo di storia identitaria. Il paesaggio rurale di Schiena D’Asino diventa così un "monumento vivo" della dignità umana. RINNOVARE (Revive): Il cammino dalla terra al diritto Le GEP invitano a dare nuova vita al patrimonio. Questo trekking narrativo rinnova il significato di quei conflitti fisici per la sopravvivenza, collegandoli direttamente agli articoli fondamentali della nostra Costituzione (Art. 4 e Art. 44). La pretesa fisica della terra si rigenera e si evolve nel riconoscimento giuridico del lavoro come fondamento della Repubblica. Il cammino materiale diventa un percorso di educazione civica e costituzionale. REINVENTARE (Reimagine): Il trekking narrativo come racconto vivente. La celebrazione statica viene reinventata attraverso un'esperienza partecipativa e comunitaria. Trasformando i confini storici delle terre occupate nei "Sentieri della Memoria" e utilizzando Guide Narranti, l'evento propone un modo innovativo di fruire il territorio. La storia locale si fonde con il trekking, l'arte teatrale e la socialità, offrendo alle nuove generazioni una chiave di lettura moderna e coinvolgente del proprio passato.
Posizione
Musei nazionali di Matera - Direzione regionale Musei nazionali Basilicata
Recinto II D'Addozio - 75100 Matera (MT)
Contatti
- Tel
- 340 5327522
- libera.associazione.ricrea@gmail.com
- Website
- https://liberaassociazionericrea.blogspot.com-
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